Giovedì 4 giugno 2026
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CALENDARI SCOLASTICI: SE QUESTO E' IL FEDERALISMO.....

Comunicato ·



Roma, 30 luglio 2002. L'esordio del federalismo regionale non e' stato certo dei piu' brillanti. Una delle competenze passate alle Regioni e' la predisposizione del calendario scolastico: inizio e fine delle lezioni, vacanze natalizie, pasquali e feste varie. A leggere il calendario c'e' da saltare sulla sedia -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Vediamo. Prendiamo in considerazione due Regioni: l'Abruzzo e il Molise. Da subito ci siamo chiesti perche' ci siano due Regioni invece di una sola, considerato che il Molise ha una popolazione di soli 330.000 abitanti circa, addirittura inferiore a quella registrata nel 1861 (nel frattempo quella italiana e' piu' che raddoppiata), l'Abruzzo ha 1.280.000 abitanti circa. Farne una sola ci appariva e ci appare razionale, considerando l'entita' della popolazione, la storia, l'economia e gli aspetti fisici dell'area in questione. Forse ci sono due Regioni perche' si formano due Consigli regionali, due Giunte, due sedi ,........due di tutto. Alla prova dei fatti le due Regioni hanno rivendicato la loro peculiarita' (altrimenti che ci stanno a fare?). Quale siano queste diversita' non e' dato di sapere, visto che i territori sono contigui e non sussistono particolari problemi climatici che possano indurre a differenziare l'inizio dell'anno scolastico. In Abruzzo le scuole aprono il 16 settembre, in Molise invece il 12 settembre. Il Molise fa onore ai morti, il 2 novembre (che cade di sabato), l'Abruzzo no; il Molise festeggia il 26 aprile (???), che il prossimo anno sara' un sabato e potra' essere abbinato a venerdi' 25 aprile, festa della Liberazione (un bel ponte), l'Abruzzo no. Altre Regioni non sono da meno. Nelle Marche l'inizio e la fine delle vacanze natalizie e pasquali lo stabilisce il Consiglio di Istituto: significa che gli alunni che frequentano scuole di grado diverso, potranno avere vacanze differenziate, per la gioia dei genitori, ovviamente. La Lombardia ha deciso di ricordare i morti il 2 novembre, il Piemonte no. Forse i Piemontesi sono meno pietosi o meno interessati al ponte.
La ratio dov'e'? Ci fanno rimpiangere lo Stato centrale.
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