Giovedì 4 giugno 2026
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CD PIRATA: FINO A QUANDO TUTTI CONTINUERANNO A FARE NIENTE LASCIANDO L'INIZIATIVA AD UNA MALAVITA CHE SI ORGANIZZA SEMPRE MEGLIO?

Comunicato ·
LA SITUAZIONE DEGENERA E I GUADAGNI ILLEGALI SONO SEMPRE PIU' ATTRATTIVI
RICORSO DELL'ADUC ALL'ANTITRUST

Firenze, 4 Febbraio 2003. Il problema della pirateria musicale, al secolo essenzialmente quello dei compact disk, non e' nuovo. Ma e' un fronte dove tutto e' fermo, tranne l'aumento del compenso per le case discografiche per ogni cd vergine venduto (passato da 0,01 a 0,23 euro grazie ad un D.L. dello scorso 20 dicembre, che, se consideriamo che un cd vergine mediamente costa 0,7 euro, non e' roba da poco). Un provvedimento che tutela solo una delle parti che, tra l'altro, e' la principale responsabile di un mercato con prezzi assurdi (mediamente un cd inciso costa sui 20 euro). E i consumatori? Come sempre al palo!
In questa situazione i dati italiani 2002 dei sequestri di cd contraffatti vedono un aumento del 74% (fonte Fimi, Federazione Industria Musicale Italiana), in un mercato che e' dominato dai venditori ambulanti (78%), molto spesso gente che vive ai margini della legalita' (anche perche' diversi sono extra-comunitari con dubbie condizioni di soggiorno), e che, per questo, rappresenta un costo non indifferente per la comunita'.
Oggi in questa situazione tendente al peggio, si aggiunge una novita'. Arriva dalla Spagna. Secondo il ministero delle Finanze di questo Paese, commercializzare clandestinamente un chilo di cd e' cinque volte piu' redditizio che vendere un chilo di hashish (e non crediamo sia molto diverso anche in Italia). Cioe' il mercato clandestino dei cd si e' talmente potenziato che, in termini di rendita, e' andato ad intaccare uno dei mercati da sempre considerato come piu' lucroso, quello della droga, decisamente dominato (almeno a livello di spacciatori di strada) da persone precarie sotto tutti i punti di vista. Persone che, con molta probabilita', viste le quintuplicate prospettive di guadagno, vedranno con molto piu' buon'occhio la vendita illegale di cd. Che diventa, a ragion veduta, il mercato piu' attrattivo in assoluto. Stante le condizioni, quindi, abbiamo davanti a noi una prospettiva di una maggiore offerta a fronte di una domanda alta (nel 2001 il 52,3% degli italiani sosteneva che non c'era niente di male ad acquistare un cd contraffatto. Percentuale che, nella fascia d'eta' 14/17 anni diventa del 68,5 e in quella 18/24 diventa 57,9: due fasce d'eta' in cui e' molto piu' probabile che si acquistino prodotti musicali).
Contro questa situazione i commercianti e alcune associazioni giovanili agitano la bandiera dell'abbassamento dell'aliquota Iva dal 20 al 4, cioe' come curare il cancro con un'aspirina. Che sicuramente e' meglio di un dito in un occhio, ma lascia inalterato il fenomeno in una fase che, come abbiamo visto sopra, e' in fortissima espansione. Qualcun altro ci dira' che dovranno aumentare i controlli delle forze dell'ordine, ma anche qui non possiamo che ricordare che altrettanto succede, per esempio, per il mercato clandestino della droga, dove a maggiori azioni di polizia corrispondono prezzi stabili (talvolta anche in calo) dei prodotti, e non in aumento, come verrebbe spontaneo dedurne per un'offerta che dovrebbe calare, ma che, invece e nonostante i sequestri, e' ampiamente stabile e in aumento. Le logiche dei mercati clandestini, proprio per l'alto lucro che promettono, non sottostanno alle logiche dei mercati legali. E oggi, un fenomeno che era di certe dimensioni -come nel nostro esempio- per la droga, si sta affermando anche per i cd.
Cosa intendono fare le case discografiche? Continuare con i loro prezzi assurdi, perche' cosi' conviene loro, e il nuovo guadagno di 0,23 euro per cd vergine, e' una conferma di aver intrapreso una giusta politica commerciale. Ma, soprattutto, cosa conta di fare il legislatore e il Governo, nella fattispecie il ministero delle Attivita' Produttive? Quale politica liberalizzatrice e defiscalizzante per favorire l'ingresso di nuovi produttori, che possano muovere un mercato e un'offerta economica rigidamente uguale?
Da parte nostra stiamo preparando un dossier su questo mercato, che consegneremo all'Antitrust perche' verifichi l'esistenza di un cartello dei prezzi. E cosi' dare un contributo al legislatore dormiente e al governante inattivo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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