Giovedì 4 giugno 2026
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CROLLANO NEL 2002 I CONSUMI DELL'ORTOFRUTTA

Comunicato ·
CON DETTAGLIANTI CHE ARRIVANO A RICARICHI ANCHE OLTRE L'800%, CHE COSA CI SI ASPETTAVA? CONTINUARE A DIFENDERE I PROPRI PRIVILEGI CORPORATIVI?

Firenze, 10 Gennaio 2002. L'allarme della Coldiretti e' molto esplicito e giustamente preoccupato: un crollo delle vendite di ortofrutta del 10% nel 2002 rispetto al 2001, e' un disastro per tutti. Se poi consideriamo che si arriva a punte dell'11,7% per la frutta fresca e dell'11,3% per gli ortaggi freschi, si capisce dov'e' che il comparto piange: li' dove i prezzi al dettaglio sono maggiormente aumentati.
E quindi il consumatore non si e' fatto mettere i piedi in testa del tutto, deviando i suoi acquisti sui prodotti surgelati e in scatola (che sono calati "solo" del 3,6%), fino a diminuire la presenza di questi prodotti nella propria borsa della spesa.
Ma cosa ci si aspettava in un settore che, come abbiamo denunciato anche noi a piu' riprese durante il 2002, i ricarichi dei dettaglianti sono andati anche oltre l'800%? In una rilevazione dello scorso agosto denunciammo come, per le carote, a fronte di un prezzo all'ingrosso che rispetto al 2001 era calato del 65%, il ricarico del dettagliante era dell'827%; per le zucchine -calate del 19% all'ingrosso- il ricarico del dettagliante era invece del 567%.
Chi volesse i dettagli, li puo' trovare a questo link.
L'idea di un consumatore che acquista tutto cio' che trova, bramoso solo dello shopping, la lasciamo ai cultori dei film americani degli anni 60-70.
I numeri diffusi oggi dalla Coldiretti dimostrano che il consumo e i consumatori non sono sotto-categorie e sudditi delle politiche economiche, ma il punto di partenza delle stesse: centro e soggetti su cui si deve armonizzare produzione, distribuzione e vendita.
Un discorso che la Coldiretti dovrebbe fare "a muso duro" alle associazioni dei commercianti da una parte, e a chi fa le leggi dall'altro, perche' -quest'ultimo- faccia sparire tutto cio' che impedisce mercato e concorrenza (a partire dalla troppo alta fiscalita' nazionale e locale, per finire alle norme su orari, licenze e saldi che impediscono una libera offerta continua).
Se invece si continuera' a perseguire una politica in difesa dei vantaggi della propria corporazione (sia quella dei produttori che dei commercianti), cercando di mantenere privilegi e posizioni di rendita, i consumatori non potranno che continuare ad usa la loro potentissima arma: il non-acquisto.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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