IL DEBUTTO DEL NUOVO PANIERE DELL'ISTAT
LA FIERA DEI RITARDI
Firenze, 28 Gennaio 2003. Mentre i primi dati delle citta' campione ci danno i loro "zero virgola" di aumenti, che ognuno si chiede dove siano rispetto al proprio portafogli sempre piu' risicato, e' interessante il fatto che questi siano i dati con l'aggiornamento di alcuni elementi del paniere e, sostanzialmente, non hanno portato ad alcuna rivoluzione dei numeri. Anche perche' si tratta di 34 prodotti rispetto a complessivi 960, quindi decisamente insignificanti. Non solo, ma anche se ci fanno sapere che l'assicurazione Rc-auto pesera' il 34% in piu' (dallo 0,30 allo 0,40%: il 34% di quasi niente, ovviamente, e' un niente piu' un piccolo niente), rimane il mistero dei metodi di calcolo, rispetto ai quali si puo' solo sottolineare che, perdurando la loro mancata comunicazione, siamo piu' che motivati a esprimerci con le impressioni del nostro osservatorio non statistico, ma d'opinione e di sensazione.
E l'analisi dei prodotti che entrano, la dice lunga sull'aggiornamento del paniere.
Entra la tintura dei capelli: saranno almeno trenta anni che il nostro Paese ha visto una crescita esponenziale, soprattutto, di donne con capelli biondi, pur in assenza di aumenti vertiginosi di figli nati da coppie di connazionali con persone del centro e nord-Europa. E nel 2003 l'Istat si aggiorna con la tintura dei capelli come prodotto di uso corrente.
Entra il petto di pollo. Non crediamo di far torto ad alcuno se ricordiamo che le generazioni di bambini cresciuti a petti di pollo, hanno gia' altrettanti figli che mangiano altrettanti petti di pollo.
Entra la panna da cucina. La delizia che "lega", nei piatti domestici come in quelli dei ristoranti, e' una scoperta e una pratica che ha visto la sua diffusione capillare da almeno gli inizi degli anni '80, tant'e' che dopo il super boom, gia' da tempo, il suo non uso e' sinonimo di cucina che "non si nasconde" dietro l'amalgama pannoso.
Entra il te' in bottiglia. Da quasi vent'anni il top delle bevande estive della numerosissima generazione che si atteggia a no-Coca-Cola, ma usatissima anche dai fan della Coca-Cola.
Entra il giubbotto in pelle per l'uomo e per la donna. Ma non si sono accorti che dopo il boom degli anni '70 e '80 (quando nel paniere Istat non c'erano), grazie alla moda e alla cresciuta consapevolezza che spesso della pelle di animali se ne puo' fare a meno, ce ne sono sempre meno?
Entra il gel per capelli. Roba che sfuroreggia dai tempi di Elvis Presley.
Entra il gelato artigianale e la pizza al taglio. Due prodotti che da almeno venticinque anni sono cio' che da' senso e valore ai rispetti mercati. E chi li ha consumati a fiumi quando gia' furoreggiavano, facendosi per le prime volte gli occhi dolci in gelateria o pizzeria, sta quasi per diventare nonno.
Entrano vari prodotti multimediali. Da quand'e' che il settore continua ad essere quello trascinante dell'economia e dei consumi? Dieci anni? A dir poco.
Altrettanto capitolo potremmo sviluppare per i prodotti che escono, tipo la cassetta non registrata (chi si ricorda l'ultima volta che ne ha acquistata una?), la colla (roba da libro Cuore), etc.
Ma crediamo di aver reso il concetto della tempestivita' di aggiornamento del nostro Istituto Statistico, e quindi della credibilita' dei suoi risultati.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Firenze, 28 Gennaio 2003. Mentre i primi dati delle citta' campione ci danno i loro "zero virgola" di aumenti, che ognuno si chiede dove siano rispetto al proprio portafogli sempre piu' risicato, e' interessante il fatto che questi siano i dati con l'aggiornamento di alcuni elementi del paniere e, sostanzialmente, non hanno portato ad alcuna rivoluzione dei numeri. Anche perche' si tratta di 34 prodotti rispetto a complessivi 960, quindi decisamente insignificanti. Non solo, ma anche se ci fanno sapere che l'assicurazione Rc-auto pesera' il 34% in piu' (dallo 0,30 allo 0,40%: il 34% di quasi niente, ovviamente, e' un niente piu' un piccolo niente), rimane il mistero dei metodi di calcolo, rispetto ai quali si puo' solo sottolineare che, perdurando la loro mancata comunicazione, siamo piu' che motivati a esprimerci con le impressioni del nostro osservatorio non statistico, ma d'opinione e di sensazione.
E l'analisi dei prodotti che entrano, la dice lunga sull'aggiornamento del paniere.
Entra la tintura dei capelli: saranno almeno trenta anni che il nostro Paese ha visto una crescita esponenziale, soprattutto, di donne con capelli biondi, pur in assenza di aumenti vertiginosi di figli nati da coppie di connazionali con persone del centro e nord-Europa. E nel 2003 l'Istat si aggiorna con la tintura dei capelli come prodotto di uso corrente.
Entra il petto di pollo. Non crediamo di far torto ad alcuno se ricordiamo che le generazioni di bambini cresciuti a petti di pollo, hanno gia' altrettanti figli che mangiano altrettanti petti di pollo.
Entra la panna da cucina. La delizia che "lega", nei piatti domestici come in quelli dei ristoranti, e' una scoperta e una pratica che ha visto la sua diffusione capillare da almeno gli inizi degli anni '80, tant'e' che dopo il super boom, gia' da tempo, il suo non uso e' sinonimo di cucina che "non si nasconde" dietro l'amalgama pannoso.
Entra il te' in bottiglia. Da quasi vent'anni il top delle bevande estive della numerosissima generazione che si atteggia a no-Coca-Cola, ma usatissima anche dai fan della Coca-Cola.
Entra il giubbotto in pelle per l'uomo e per la donna. Ma non si sono accorti che dopo il boom degli anni '70 e '80 (quando nel paniere Istat non c'erano), grazie alla moda e alla cresciuta consapevolezza che spesso della pelle di animali se ne puo' fare a meno, ce ne sono sempre meno?
Entra il gel per capelli. Roba che sfuroreggia dai tempi di Elvis Presley.
Entra il gelato artigianale e la pizza al taglio. Due prodotti che da almeno venticinque anni sono cio' che da' senso e valore ai rispetti mercati. E chi li ha consumati a fiumi quando gia' furoreggiavano, facendosi per le prime volte gli occhi dolci in gelateria o pizzeria, sta quasi per diventare nonno.
Entrano vari prodotti multimediali. Da quand'e' che il settore continua ad essere quello trascinante dell'economia e dei consumi? Dieci anni? A dir poco.
Altrettanto capitolo potremmo sviluppare per i prodotti che escono, tipo la cassetta non registrata (chi si ricorda l'ultima volta che ne ha acquistata una?), la colla (roba da libro Cuore), etc.
Ma crediamo di aver reso il concetto della tempestivita' di aggiornamento del nostro Istituto Statistico, e quindi della credibilita' dei suoi risultati.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti