DELIBERA CICR SULLA TRASPARENZA BANCARIA: PRENDERE IN GIRO I CONSUMATORI?
FACENDOGLI CREDERE DI FARE UNA RIVOLUZIONE
COMPLICE LA BANCA D'ITALIA?
Firenze, 12 marzo 2003. A partire dal prossimo ottobre entrera' in vigore la delibera del "Comitato Interministeriale per il credito e il risparmio" (Cicr), che e' stata resa nota oggi dal ministero dell'Economia, e poi seguiranno le disposizioni attuative della Banca d'Italia che saranno emanate entro 20 giorni dalla pubblicazione della stessa delibera.
Per come la questione viene presentata, sembra che ci si avvii alla risoluzione di tutti i mali del terrificante rapporto oggi vigente tra risparmiatori e banche, dove queste ultime svolgono una funzione sul filo del rasoio dell'illegalita' e della truffaldina legalita' consentita dalle leggi vigenti.
Ma non e' cosi'. Anzi. Ci risiamo con i soliti arroganti padroni del credito e delle regole dello stesso che si apprestano ad abusare dell'intelligenza e della disponibilita' dei consumatori, prendendoli come sempre con un cappio al collo. Come se le ultime polemiche (quelle sulla erogazione del credito e la distribuzione dello stesso in Italia) non fossero esistite e le denunce del mondo della piccola imprenditoria e dei consumatori fossero solo un'invenzione di fanatici del diritto e dell'esproprio del denaro e dell'iniziativa privata.
Certamente bisognera' aspettare la definizione delle disposizioni attuative della Banca d'Italia e, dopo queste, un po' di mesi per capire come e con quali metodi gli istituti di credito applicheranno queste norme. Ma sta di fatto che l'attuale stesura delle stesse appare a tutti gli effetti una grande presa per i fondelli per i risparmiatori a favore dell'attuale assetto e sistema di credito italiano.
Il problema principale nel rapporto tra risparmiatori e banche e' l'informazione, cioe' la mancanza di quest'ultima -e della sua semplicita' e chiarezza- nell'imbastire il rapporto e, soprattutto, nel continuarlo nel tempo. Ebbene, le nuove disposizioni spacciano come rivoluzionario lo stesso identico sistema oggi vigente, condendolo con parole piu' altosonanti e -cosi' probabilmente credono- attrattive per chi in vita sua non ha mai avuto un rapporto con una banca, altrimenti anche il piu' sprovveduto non potrebbe che farsi una grande risata e bloccare alcuni naturali istinti di violenza verbale.
Perche' questa nuova delibera con altrettante nuove disposizioni, ci viene a dire che i risparmiatori devono essere informati dell'andamento delle condizioni del proprio conto con "tecniche di comunicazione a distanza"; con comunicazioni che possono anche essere fatte "in modo impersonale", attraverso per esempio inserzioni in Gazzetta Ufficiale, e che al cliente devono essere comunicate "alla prima occasione utile". Ma ci prendono in giro? Com'e' la situazione, oggi? Identica a questa, dimenticando che, per esempio, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del cambio delle condizioni non e' una inserzione estemporanea, ma un obbligo a tutti gli effetti. E cosi' funzionano le "tecniche di comunicazione a distanza" che arrivano a casa del cliente "alla prima occasione utile", cioe' quando ti arriva, per esempio, l'estratto conto trimestrale in cui ti rendi conto che sono dimezzati gli interessi da ben tre mesi e le spese triplicate, perche' sei un umano che non legge tutti i giorni la Gazzetta Ufficiale, e non sei avezzo a passare ogni mattina in banca per verificare se sulle striminzite bacheche incomprensibili c'e' qualcosa di affisso che riguarda le condizioni del tuo conto. Un sistema che non funziona, che e' il principale responsabile del furto quotidiano delle banche verso i risparmiatori, e che viene presentato come la panacea. Sicuramente non per i consumatori, ma sicuramente per le banche, che vedranno una ulteriore conferma dei loro sistemi di non-informazione e vessazione.
Se queste sono le premesse alla prima uscita, aspettiamoci il peggio del peggio nei prossimi mesi che ci separano dall'entrata in vigore del prossimo primo ottobre. Ma la Banca d'Italia, nella sua splendente e inutile funzione dopo l'unificazione monetaria e l'entrata in funzione della Bce, deve svolgere queste funzioni di complicita' di uno dei peggiori sistemi bancari del mondo occidentale?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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