DIRITTI/DOVERI: IL BALZELLO DELL'ASSICURAZIONE CASALINGHE
DA ABOLIRE!
Firenze, 27 Gennaio 2003. Scade il prossimo 31 gennaio l'obbligo del versamento dell'assicurazione casalinghe, dovuto da tutte le persone che, tra i 18 e i 65 anni, svolgono "in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell'ambiente in cui dimora". Un balzello di 12,91 euro che serve quasi a nulla, perche' prevede rimborsi per invalidita' superiori al 33% e, comunque, non in caso di morte: chi svolge un minimo di lavori domestici sa benissimo che la quasi totalita' di incidenti e' ben al di sotto di questa percentuale di invalidita'.
Nel 2001, su 6 milioni di soggetti interessati, furono raccolte quasi 1 milione e 200 mila sottoscrizioni. Nel 2002 la raccolta (sempre dati Inail) ha riguardato quasi due milioni di persone. E proprio in queste settimane l'Inail, che sta facendo una campagna promozionale per la far pagare questa gabella, ha diffuso un comunicato in cui ben si capisce qual'e' lo spirito che anima la raccolta, perche', tra l'altro, vi si legge: "Anche quest'anno l'Inail ha realizzato una massiccia campagna radio televisiva per informare gli aventi diritto sulle modalita' di iscrizione ... che a nessuno sfugga la grande opportunita' offerta da questa assicurazione frutto del riconoscimento legislativo del valore sociale ed economico del lavoro svolto in ambito domestico".
Che e', a nostro avviso, il sintomo dell'imbarbarimento dei rapporti delle istituzioni con gli amministrati: a chi verrebbe mai in mente di dire a qualcuno che ha il diritto di pagare qualcosa che, se non lo paga, incorre in una sanzione? Non e' questo, piuttosto, un dovere? E allora perche' dargli un'accezione diversa, forse per cercare di confondere chi viene raggiunto da questa pubblicita'?
E' bene ricordare, infatti, che chi non paga entro la scadenza deve pagare, oltre al premio omesso, una sanzione pari allo stesso. Ma non riusciamo a capire come gli accertatori potranno svolgere le loro ispezioni per capire chi paga e chi non paga: busseranno a caso alle porte delle case degli italiani? Analizzeranno gli stati di famiglia e quando vedranno che qualcuno (preferibilmente donna) e' a carico di qualcun altro, invieranno una ingiunzione di pagamento partendo dal presupposto che in quella condizione di sudditanza economica non si puo' che essere casalinga (proprio come fa la Rai, quando, per il fatto stesso che uno abbia una residenza o un contratto telefonico, si vede arrivare a casa un avviso di omesso pagamento per il cosiddetto canone delal tv)?
E infatti non c'e' un dato di quanti siano gli accertamenti e di quanti hanno dovuto pagare la sanzione. E allora, a cosa serve una sanzione se non c'e' modo di accertare l'eventuale evasione? Non solo, ma forse non tutti ricordano (e tantomeno ci pensa a ricordarlo l'Inail) che proprio queste sanzioni per chi non paga, sono state sospese fino a tutto il 2005. Quindi ognuno tragga le conseguenze che ritiene piu' opportune.
Infine, sempre rifacendosi al comunicato dell'Inail quando parla di "riconoscimento di una grande opportunita' per il riconoscimento del lavoro domestico", l'odor di beffa e' percepibilissimo. Perche' la grande opportunita' di questo riconoscimento e', appunto, il "diritto" di pagare questa inutile assicurazione. Immaginiamo che ognuno non stesse aspettando altro ...
Ci domandiamo se, nell'opera di sfoltimento di cose inutili e gabellose che il Governo dice che sta facendo e di voler fare, non rientri a pieno diritto anche questa legge.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Firenze, 27 Gennaio 2003. Scade il prossimo 31 gennaio l'obbligo del versamento dell'assicurazione casalinghe, dovuto da tutte le persone che, tra i 18 e i 65 anni, svolgono "in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell'ambiente in cui dimora". Un balzello di 12,91 euro che serve quasi a nulla, perche' prevede rimborsi per invalidita' superiori al 33% e, comunque, non in caso di morte: chi svolge un minimo di lavori domestici sa benissimo che la quasi totalita' di incidenti e' ben al di sotto di questa percentuale di invalidita'.
Nel 2001, su 6 milioni di soggetti interessati, furono raccolte quasi 1 milione e 200 mila sottoscrizioni. Nel 2002 la raccolta (sempre dati Inail) ha riguardato quasi due milioni di persone. E proprio in queste settimane l'Inail, che sta facendo una campagna promozionale per la far pagare questa gabella, ha diffuso un comunicato in cui ben si capisce qual'e' lo spirito che anima la raccolta, perche', tra l'altro, vi si legge: "Anche quest'anno l'Inail ha realizzato una massiccia campagna radio televisiva per informare gli aventi diritto sulle modalita' di iscrizione ... che a nessuno sfugga la grande opportunita' offerta da questa assicurazione frutto del riconoscimento legislativo del valore sociale ed economico del lavoro svolto in ambito domestico".
Che e', a nostro avviso, il sintomo dell'imbarbarimento dei rapporti delle istituzioni con gli amministrati: a chi verrebbe mai in mente di dire a qualcuno che ha il diritto di pagare qualcosa che, se non lo paga, incorre in una sanzione? Non e' questo, piuttosto, un dovere? E allora perche' dargli un'accezione diversa, forse per cercare di confondere chi viene raggiunto da questa pubblicita'?
E' bene ricordare, infatti, che chi non paga entro la scadenza deve pagare, oltre al premio omesso, una sanzione pari allo stesso. Ma non riusciamo a capire come gli accertatori potranno svolgere le loro ispezioni per capire chi paga e chi non paga: busseranno a caso alle porte delle case degli italiani? Analizzeranno gli stati di famiglia e quando vedranno che qualcuno (preferibilmente donna) e' a carico di qualcun altro, invieranno una ingiunzione di pagamento partendo dal presupposto che in quella condizione di sudditanza economica non si puo' che essere casalinga (proprio come fa la Rai, quando, per il fatto stesso che uno abbia una residenza o un contratto telefonico, si vede arrivare a casa un avviso di omesso pagamento per il cosiddetto canone delal tv)?
E infatti non c'e' un dato di quanti siano gli accertamenti e di quanti hanno dovuto pagare la sanzione. E allora, a cosa serve una sanzione se non c'e' modo di accertare l'eventuale evasione? Non solo, ma forse non tutti ricordano (e tantomeno ci pensa a ricordarlo l'Inail) che proprio queste sanzioni per chi non paga, sono state sospese fino a tutto il 2005. Quindi ognuno tragga le conseguenze che ritiene piu' opportune.
Infine, sempre rifacendosi al comunicato dell'Inail quando parla di "riconoscimento di una grande opportunita' per il riconoscimento del lavoro domestico", l'odor di beffa e' percepibilissimo. Perche' la grande opportunita' di questo riconoscimento e', appunto, il "diritto" di pagare questa inutile assicurazione. Immaginiamo che ognuno non stesse aspettando altro ...
Ci domandiamo se, nell'opera di sfoltimento di cose inutili e gabellose che il Governo dice che sta facendo e di voler fare, non rientri a pieno diritto anche questa legge.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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