DROGHE: RIPRISTINO DELLA DOSE GIORNALIERA
DOSE GIORNALIERA
PER IL SENATORE PEDRIZZI IL SOGGETTO PERICOLOSO E’ IL PICCOLO CONSUMATORE, NON LE MAFIE CHE CON LE LEGGI PUNIZIONISTE INGRASSANO
Firenze, 18 Aprile 2002. Interviene Massimo Lensi, editorialista del "Notiziario Droghe quotidiano", edito dall'Aduc clicca qui
Non se ne parla molto. Non sono stati avviati nel Paese ne' aspri dibattiti ne' franchi scambi di opinione. A sinistra e a destra la questione del possibile ripristino della dose giornaliera lascia tutti apparentemente indifferenti, oppure tutti apparentemente soddisfatti, eccezioni, poche, escluse. Secondo il senatore di Alleanza Nazionale Riccardo Pedrizzi, primo firmatario del disegno di legge di modifica del testo unico delle leggi in materia di droghe, "il problema che si pone e' di contrastare piu' efficacemente lo spaccio alla fonte, rendendo illecita e penalmente perseguibile la detenzione di sostanza stupefacente oltre un minimo quantitativo determinato in modo certo ex lege". Non siamo d’accordo. In pratica per Pedrizzi il soggetto pericoloso e' il piccolo consumatore, non l'organizzazione criminale. A Vienna nel marzo del 2003 si terra' la riunione dell'Organo di Controllo degli Stupefacenti dell'Onu dove saranno analizzate e discusse le riforme delle Convenzioni Internazionali in materia di droga. Il Parlamento italiano, se decidera' di seguire le indicazioni del ddl di Pedrizzi, dara' un grave segnale di anticipo sulla discussione di merito, per di piu' controcorrente alla politica europea in materia. L’approvazione di quel decreto legge fara’ rivivere quel tempo andato di decessi per droga per strada e comunita' di recupero strapiene di giovani "tossici", dara' spazio e legittimita' a ben altre forme di disagio civile, preoccupanti per gli esiti di prospettiva. Speriamo che non sia questo il vero obiettivo. Queste considerazioni ci spingono a rivolgere un appello a tutti coloro, parlamentari e responsabili di associazioni del settore, riviste, siti telematici o semplici cittadini che in questi anni si sono impegnati sul fronte del problema droga, che hanno presentato progetti di legge e modifiche del testo unico e che hanno promosso campagne di informazione e di sostegno alle politiche non-punizioniste. A loro chiediamo una semplice cosa: e’ giunta l’ora di far sentire la propria voce. Il ritorno al passato e’ dietro l’angolo.
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