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EURO FALSI IN CIRCOLAZIONE: IL PERICOLO E' MAGGIORE RISPETTO A QUANDO C'ERA LA LIRA. COSA FANNO ALLA BCE E AL MINISTERO DELL'ECONOMIA?

Comunicato ·
EURO FALSI IN CIRCOLAZIONE: IL PERICOLO E' MAGGIORE RISPETTO A QUANDO C'ERA LA LIRA. COSA FANNO ALLA BCE E AL MINISTERO DELL'ECONOMIA?

Firenze, 13 Gennaio 2003. Nella relazione del procuratore generale della Cassazione, che e' stata presentata questa mattina, viene evidenziato che nel primo semestre del 2001 c'e' stato un forte aumento dei delitti di falsificazione delle monete, che sono passati a 170,7 rispetto ai 126,5 del primo semestre del 2000 (i dati sono in percentuale su quozienti di 100 mila abitanti).
Quindi l'avvento dell'euro ha fatto aumentare i falsificatori ed e' aumentata la massa di moneta falsa in circolazione.
Bisogna stare solo un po' piu' attenti rispetto al passato? Non proprio. La situazione e' molto piu' pericolosa che in passato. Per tre motivi che, quando c'era la lira, erano solo marginali.
1) Il mercato dell'euro e' quello dell'Ue, e quindi anche le monete false stampate, per esempio, a Francoforte, raggiungono il mercatino sotto casa nostra come se fosse quello di un mercatino di periferia della citta' tedesca. Quindi sono molte di piu' che in passato.
2) I falsificatori hanno piu' buon gioco rispetto a quando avevano a che fare con una sola valuta di uno specifico Paese. Questa valuta era da diverso tempo sul mercato e quindi le molteplici tecniche di falsificazione erano piu' conosciute da chi faceva i controlli generali e, soprattutto, da chi al dettaglio (non in banca, e comunque sia commercianti che consumatori) aveva a che fare quotidianamente con queste monete. Inoltre la criminalita' che si dedica oggi alla falsificazione, e' sicuramente quella piu' organizzata, sofisticata e preparata, perche' sa di rivolgersi ad un enorme mercato con altrettanto enormi potenzialita' di assorbimento, che non, per esempio, il piccolo business illegale che prima poteva essere rappresentato da valute come la lira o il franco belga.
3) Al momento non conosciamo i numeri del fenomeno negli altri Paesi dell'Unione, perche' a differenza di prima, con l'euro ci riguardano direttamente. E niente ci fa pensare che non potrebbero essere maggiori e, alla fine, rendere i numeri italiani molto piu' piccoli rispetto a quanto ci sembrano ora grandi.
E' evidente che la sensazione di insicurezza e mancanza di strumenti di difesa e' maggiore rispetto al passato. Anche perche' il valore degli eventuali falsi, grazie ai vari tagli dell'euro, e' molto piu' alto rispetto a quando c'era la lira: oggi e' "normale" avere nel portafogli una banconota da 50 euro cosi' come, a suo tempo, si teneva una da 50 mila lire e non tanto da 100 mila lire. E farsi tagliare in due dalla banca una banconota da 50 euro perche' falsa, non e' quindi come farsi tagliare le 50 mila lire di un tempo (che era la banconota piu' falsificata), oltre a non essere gradevole in assoluto.
Ragion per cui, non vorremmo che all'allarme lanciato dal procuratore generale Francesco Fava, non seguissero i fatti, soprattutto da parte della Banca Centrale Europea e dal nostro ministero dell'Economia. Cioe' strumenti e alfabetizzazione diffusa sulle tecniche dei falsari, nonche' avvisi sulle partite di falsi in circolazione che, dal nostro osservatorio, ci sembrano quasi inesistenti rispetto a quanto succedeva nell'era della Lira.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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