FESTA DEL PANE. QUALE PANE?
Roma, 20 maggio 2003. Domani si svolgera' la Festa del pane: un'occasione per fare il punto della situazione. Un tempo si diceva "buono come il pane", per indicare un alimento nutriente, profumato e gustoso. Oggi spesso i consumatori masticano qualcosa che assomiglia ad un prodotto gommoso e privo di sapore -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. C'e' pane e pane, ovviamente, e questo dipende dalla qualita' del prodotto base, cioe' dalla farina, dall'acqua e dal lievito, nonche' dalla macinazione, lievitazione e cottura. Una farina con scarso glutine e' di minore qualita', il lievito puo' essere chimico e puo' lasciare un sapore sgradevole al pane, l'acqua di pianura puo' contenere residui chimici che interferiscono con il gusto, il macinato dovrebbe essere lasciato maturare per un mese ma viene trattato con "maturanti" chimici che ne diminuiscono la qualita', la lievitazione forzata da' luogo a odori sgradevoli, una cattiva cottura da' un pane di color chiaro decisamente meno saporito di uno scuro. Insomma tutti questi elementi contribuiscono o meno alla qualita' del nostro "pane quotidiano" (160 grammi a persona), che spesso si scontra con il mondo degli affari: 150 forni industriali e 27.955 forni artigianali producono ogni anno 3.200.000 tonnellate di pane, per un valore di 5.681 miliardi di euro. Un bell'affare! Il consumatore dovrebbe indirizzare il mercato verso la produzione di un prodotto di qualita' ma spesso la fretta e l'ignoranza vincono. Non possiamo che dolercene.
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