Venerdì 5 giugno 2026
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IL FLOP DELLA CONTINUA CRIMINALIZZAZIONE DELLA LIBERTA’ DI INTERNET

Comunicato ·


IL CASO DELLA GIOVANE TORINESE ASSASSINATA

Firenze, 3 Settembre 2002. Nadia Meneghini, la giovane torinese che sembra sia stata assassinata dal suo fidanzato, dopo giorni e giorni di notizie e supposizioni che sovente diventavano indizi per la giusta necessita’ di informare i lettori di questo o quell’altro giornale (cartaceo e televisivo), e’ una vicenda che merita quantomeno una riflessione: sulle chat, su Internet e sulla liberta’ di comunicazione e informazione che attraverso questo mezzo puo’ essere vissuta e praticata da ognuno.
Abbiamo letto di tutto. Dai pericoli che si corrono quando si fa amicizia in chat, alla dipendenza dalle stesse che porta i giovani a chiudersi e sognare in una realta’ virtuale (chissa’ perche’ solo i giovani … benche’ siano la maggiorparte degli internauti, ma –si sa- lo "scandalo" che riguarda un giovane e’ piu’ morboso). E quindi questa realta’ virutale sempre pericolosa e piena di insidie, dove i piu’ deboli (i giovani -per l’appunto- meglio se donne) soccombono a quelle financo assassine dei mostri che si nascondono dietro questo o quell’altro "nick name".
Una criminalizzazione del mezzo che continua ad esser tale ad ogni ritrovamento di club pedofilo che si scambia immagini e messaggi attraverso la Rete.
Ma come per i reati di violenza sessuale sui bambini (piu’ del 90% si consumano in famiglia, che della Rete non sa che farsene sullo specifico), anche il caso della giovane torinese ci ha portato ad una realta’ da "divorzio all’italiana", altro che mostri generati dalla liberta’ della tecnologia.
La paura della liberta’ di Internet, spacciata come necessita’ di sicurezza e protezione per i presunti piu’ deboli, e’ stata anche questa volta smentita dai fatti.
Il che non esclude che episodi di violenza anche assassina possano essere veicolati da Internet, ma cogliere l’occasione per criminalizzare il mezzo, crediamo sia quanto di piu’ sbagliato ci possa essere. Perche’ e’ come se si criminalizzasse la posta, il telefono, la televisione, il cinema, cioe’ tutti i mezzi di comunicazione che consentono di raccontare meglio cio’ che si vede e sente. La differenza di Internet rispetto al passato e’ l’immediatezza, ma l’individuo e sempre al centro del nostro sistema tecnico, giuridico ed umano, ed e’ in lui che vanno cercate le ragioni anche di fatti delittuosi, non nei mezzi che usa per vivere meglio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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