Venerdì 5 giugno 2026
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LA FNSI CHIAMA ALLO SCIOPERO CONTRO L'INFORMAZIONE E CONTRO I CONSUMATORI DI INFORMAZIONE

Comunicato ·
Firenze, 18 Dicembre 2002. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato unico dei giornalisti (ovviamente per volonta' degli stessi) iscritti al rispettivo Ordine, ha chiamato tutti coloro che fanno riferimento alla sua struttura allo sciopero di venerdi' 20 dicembre. Carta stampata quotidiana (sono esentati i giornalisti dei periodici), televisioni e radio, siti Internet e uffici stampa della Pubblica Amministrazione e non solo, dovranno impedire (e' la parola precisa usata dalla Fnsi: "impedire") la divulgazione di alcuna informazione.
Uno sciopero che, al di la' del dato sindacale (legittimo quanto, di per se', giusto caso per caso), non leva alcunche' al suo mero carattere politico e sfascista.
Che e' l'intenzione primaria della Fnsi: far valere il suo potere e giocarlo nell'agora' politica.
Altrimenti che senso avrebbe l'astensione totale? A chi si vuol dare fastidio? Agli editori verso cui si rivendica qualcosa o anche i consumatori? Se restiamo in un ambito sindacale, dovrebbero essere gli editori a subirne le conseguenze. E allora, perche' non fare lo sciopero contro questo o quell'altro editore, a turno, in modo da non creare disagio ai lettori/consumatori?
Cosa ci si guadagna dal disagio dei consumatori?
Siccome il dato sindacale non e' quello privilegiato, ecco che si vuole dare fastidio a tutti, nella fattispecie bloccando i diritti dei consumatori di informazione. Una visione totalizzante e assolutistica del valore dei propri diritti rispetto a quello degli altri. Per cui, calpestarli viene considerato il metodo privilegiato e migliore per affermare i propri.
Un metodo che non parte dal presupposto che tutti hanno dei diritti e che questi ultimi sono uguali per tutti nel momento in cui e' garantito il loro esercizio a insindacabile giudizio di chi ne gode.
Il diritto dei consumatori di informazione non esiste per la Fnsi: nel suo delirio di onnipotenza politica e sindacale si crede il re in mezzo ai sudditi.
Ma quelli che loro considerano sudditi, hanno invece un potere gigantesco in mano e lo stanno usando sempre piu': non informarsi attraverso i loro media, e per questo provocare le cadute verticali di lettura e di ascolto.
Qualcuno continuera', per esempio, a lamentarsi perche' in Italia si vendono pochi quotidiani? O forse alla Fnsi non interessano le vendite dei quotidiani, perche' sono problemi solo degli editori? Che per rimediarvi continueranno ad accoppiare a questo o quell'altro giornale uno scolapasta quanto una videocassetta, piuttosto che curare di piu' le informazioni e farle giungere sempre e nel modo piu' semplice in ogni angolo. Con un risultato che non giova agli editori quanto ai giornalisti.
Questi metodi di lotta dei giornalisti della Fnsi, al pari degli operai della Fiat che bloccano porti e stazioni per rivendicare il loro diritto al lavoro, abbiamo l'impressione che -inutili per i risultati che si prefiggono- godranno dell'aggravante di essersi inimicati tutto il resto dei cittadini consumatori.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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