GIOCATTOLI CONTRAFFATTI IN ARRIVO: COME DIFENDERSI
DENUNCIARE CHI LI VENDE, PERCHE' LE AUTORITA' INTENSIFICHINO I CONTROLLI
Firenze, 8 Marzo 2003. I marchi sono quelli della Barbie, Warner Bros e Walt Disney, e sono dei 700 mila giocattoli sequestrati dalla Guardia di Finanza e dalla dogana di La Spezia al termine di un'operazione. Pupazzi, bambole, penne colorate, astucci e altri oggetti trovati in containers che, provenienti dalla Corea del Sud, senza il marchio "Ce" che dovrebbe tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori, erano indirizzati ad una societa' con sede in provincia di Varese (dove, in un capannone interrato, sono stati sequestrati altri 600 mila giocattoli contraffatti). Quindi non la "solita" azienda della zona di Napoli o, piu' genericamente, del sud dove il "tira a campa" (per cultura forzata e per necessita') porta talvolta fuori della legalita' alcune aziende, ma il prosperoso nord, in una delle province d'Italia a piu' alto tasso di industrializzazione, dove si alimentano i miti della solidita' e delle speranze della piccola e media industria italiana. Tutto il mondo e' Paese? Probabile. Ma soprattutto il segnale di un fenomeno che va ben al di la' di quelli che sono i rilevamenti e i ritrovamenti delle merci contraffatte. Un fenomeno che quindi ha dimensioni gigantesche e incontrollabili e che, forse solo per il fatto che ci si avvicina un periodo di feste come quello pasquale, intensificati i traffici, alcune punte di iceberg vengono individuate.
Un mercato clandestino che non conosce dignita' e scrupoli, perche', rivolgendosi ai soggetti piu' deboli e indifesi (i bambini), provocando piu' danni trova purtroppo anche un terreno migliore di penetrazione, in quanto i bimbi (e chi compra loro questi giocattoli), nei rapporti con un oggetto ludico, fanno venire meno molte diffidenze e precauzioni. E i giocattoli sequestrati, grazie ai rilievi dei periti delle aziende vittime della contraffazione, sono risultati prodotti con materiali pericolosi e altrettanto pericolose vernici.
Una situazione dove l'invito a fare attenzione e' piu' che doveroso per ognuno.
Questi giocattoli non portavano il marchio "Ce", quindi erano probabilmente di partite destinate al mercato mondiale, in cui i contraffattori non avevano "tempo da perdere" per il "mini-mercato" dell'Ue. Ma anche se ce l'avessero messo, il marchio "Ce" (conformita' europea) non avrebbe garantito un ben nulla. Questo marchio e' apposto dai produttori o dagli importatori, e dovrebbe certificare la rispondenza alle norme di sicurezza europea, ma gli stessi non sono tenuti alla verifica e non sono responsabili in caso di incidenti. Situazione assurda per la quale l'etichetta CE non e' una garanzia di sicurezza ma una semplice garanzia giuridica. Il nostro ministero delle Attivita' Produttive dovrebbe sopperire, ma ci risulta che si muove solo su segnalazione. L'istituto per il marchio di qualita' (IMQ), appone il suo marchio solo sui giocattoli elettrici, quindi, per il settore, e' almeno un'indicazione di sicurezza.
Per chi si appresta a regalare un giocattolo ad un bambino, non resta che l'autotest: verificare la tenuta delle cuciture, dei bottoni, degli occhi e del tessuto, e diffidare di quei giocattoli che non portano le indicazioni sulla pericolosita' chimica dei materiali. Inoltre sara' bene diffidare di tutti quei giocattoli che sono "made in China o Korea, etc..", perche' oltre alle norme facilmente aggirabili in regime di importazione legale, e' facile immaginare cosa possa succedere nell'ambito della illegalita'.
Infine e' bene ricordare che si puo' anche dare un contributo a meglio individuare le contraffazioni e le articolazioni del mercato clandestino. Dalle bancarelle ai negozi, e' bene che ogni acquirente controlli le caratteristiche (cosi' come indicato sopra) e, se qualcosa non dovesse tornargli, faccia subito una segnalazione alle autorita' competenti. E' in gioco la salute dei bambini e dei consumatori piu' in generale. Per cui, al di la' delle grancasse pubblicitarie dei marchi super-costosi, non e' risparmiando qualche decina di euro che si fa un buon servizio ai piccoli consumatori. E se proprio questa decina di euro in piu' fossero un problema per chi dovrebbe spenderli, nel dubbio sulla qualita' e provenienza di alcuni giocattoli, e' probabilmente molto piu' sano (non solo per i bimbi) , non spendere nulla e dedicare piu' tempo a giocare con i bambini.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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