Domenica 7 giugno 2026
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GIORNATA MONDIALE ANTI-FUMO O DELL'IPOCRISIA?

Comunicato ·



Firenze, 31 Maggio 2002. Oggi si celebra la giornata mondiale antifumo e siamo letteralmente sommersi di iniziative e informazioni su quanto faccia bene non fumare e di quanto sia pericoloso il contrario. Si moltiplicano le iniziative di amministrazioni pubbliche e private, ma soprattutto quelle delle prime, che fanno a gara su chi "buonisticamente" meglio riesce a documentare come buttar fumo dentro i propri polmoni e dentro quelli degli altri che ci sono intorno, sia il gesto piu' esecrabile e incivile che ci possa essere.
Niente di piu' vero -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- dal punto di vista scientifico e pratico, e non ci voleva certo l'Aduc per ricordarlo, cosi' come non ci vogliono altre associazioni che denunciano un giorno si' e l'altro pure il passaggio pubblicitario piu' o meno abusivo quando e' in gara questo o quell'altro bolide della Formula1. Quindi, ben venga l'informazione, che' ognuno possa liberamente scegliere se vivere di meno grazie al piacere che dovrebbe/potrebbe provare nell'ispirare il tabacco misto a schifezze che questa o quell'altra azienda gli vende a prezzi esorbitanti che solo un monopolio puo' reggere e imporre.
Ma che sia tale, e non banale demonizzazione del diverso. Questo significa, per esempio, che se si crede di avere a che fare con esseri umani consapevoli delle loro azioni, gli si deve dare la possibilita' di scegliere. Quindi va ben la pubblicita' anti-fumo, ma vorremmo vedere anche quella a favore del fumo … che invece non vediamo e non ascoltiamo. Qualcuno potrebbe obiettare che la pubblicita' potrebbe essere un incentivo per i soggetti piu' deboli, soprattutto gli adolescenti. Niente di piu' falso! Perche' e' proprio in questa situazione di divieto d'informazione che i cosiddetti soggetti piu' deboli sono i primi ad avvicinarsi all'uso del tabacco. Cosi' come fanno, con le dovute proporzioni quantitative per il fatto che hanno a che fare con un mercato illegale, con lo spinello di hashish o marijuana.
Nel contempo abbiamo lo Stato monopolista che vende il tabacco e ci fa utili, visto che le aziende del settore sono in attivo. Lo stesso Stato che in ogni angolo ci dice che fumare fa male. Noi non sappiamo se lo Stato sia sincero o meno e se, per esempio, ci stia prendendo in giro quando lucra sulla vendita di un prodotto che lui stesso incentiva a non consumare. Ma sappiamo che questa e' una contraddizione che fa a cazzotti, per esempio, con leggi che, depositate al Parlamento da anni, ogni volta che sembra che stiano per essere approvate, c'e' sempre qualcosa che glielo impedisce, e tutto sfuma nel nulla. Proposte di leggi orride, per carita'. Ma proposte. Di fronte alle quali sarebbe legittimo attendersi un confronto e una discussione per evitare, per esempio, che qualora fossero approvate, tutti i ristoranti dovessero chiudere i battenti. Leggi le cui approvazioni dovrebbero sancire il diritto a non fumare passivamente quando si frequenta un locale pubblico, e nello stesso tempo a poter fumare senza rischiare di prendersi una bronchite perche' costretti a farlo all'esterno del locale (anche se in alcune citta' Usa, per esempio, e' vietato fumare anche per strada … ma per ora l'America e' lontana …).
Siamo marziani nel credere che uno Stato, sarebbe piu' credibile nella sua politica sanitaria se non avesse un business nell'ambito del tabacco? E sarebbe altrettanto credibile se garantisse il diritto di fumatori e non-fumatori?
Per ora, invece, ci teniamo queste giornate dell'ipocrisia e della presa per i fondelli, orami assurte allo stesso livello, per esempio, di quando si celebra la festa della donna.
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