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GIORNATA MONDIALE ONU SULLA DROGA
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Comunicato 
25 giugno 2002 0:00
 

: ADDIO ALLA POLITICA DELLA RIDUZIONE DEL DANNO RITORNA LA PERICOLOSA POLITICA DELLO SCERIFFO A DISCAPITO DI QUANTO STANNO FACENDO GLI ALTRI PAESI UE. CON QUALI RISULTATI?

Firenze, 25 giugno 2002. Domani, in occasione della giornata mondiale promossa dall’ONU contro l’uso della droga, il Governo schierera’ ben sei ministri: Scajola, Castelli, Maroni, Sirchia, Moratti e Gasparri. Parteciperanno anche il vicepremier Gianfranco Fini, che della lotta alla droga ha fatto uno dei punti centrali della sua presenza nell’esecutivo, e il prefetto Pietro Soggiu, direttore del Dipartimento nazionale anti-droga. Sappiamo ormai che le linee di azione del Governo in questa lotta prevedono due principi e, per ora, una sola iniziativa. La caduta della distinzione tra droghe leggere e pesanti e’ il primo principio ispiratore, il recupero integrale del tossicodipendente il secondo. L’iniziativa e’ invece una strana campagna di informazione che, grazie ad una sessantina di camper attrezzati, girera’ nottetempo l’Italia. Una campagna che sappiamo essere stata iscritta in un capitolo di spesa di circa cinque milioni (di euro) di denaro pubblico e realizzata attraverso gli allarmi che hanno messo in evidenza come l’eta’ media della prima "esperienza" sia scesa sotto ai 13 anni.
Il recente rapporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri evidenzia, attraverso anche una precisa accusa rivolta al modello olandese, un particolare che, prima ancora delle iniziative e dei principi, ci indica la vera linea portante del Piano nazionale anti-droga. "L’Olanda –e’ scritto nel Piano– e’ il principale produttore di ecstasy e cannabis in serra. Quest’ultima risulta contenere una percentuale di principio attivo, il Thc, enormemente superiore a quello di 4-5 anni fa". Certo, i produttori privati olandesi immettono nel mercato nazionale un nuovo tipo di sostanza, ma sarebbe altrettanto corretto ricordare che gli stessi produttori olandesi sono pure inseriti, attraverso esperienze ormai pluridecennali, nelle politiche governative di informazione, prevenzione, assistenza e di riduzione del danno. In Italia invece si preferisce tagliare con il passato con la pur criticabile legge Jervolino-Vassalli- semplificando al massimo il volano dell’azione. Il "tossicodipendente" torna in Italia ad essere un pericoloso soggetto sociale, del quale si privilegiera’ l’integrale recupero con interventi, tutti da verificare, di natura psico-sociale, mentre, allo stesso tempo, il metadone non potra’ essere piu’ utilizzato come sostitutivo della sostanza. A nostro sommesso avviso, ed in base agli studi sull’esperienza olandese, questa nuova-vecchissima politica non fara’ altro che aumentare le morti per droga e la criminalita’ collegata al consumo. Il "tossico" tornera’ ad essere un soggetto sociale ad alta pericolosita’ e le strutture di recupero, le comunita’, godranno di una nuova stagione dell’oro. Non e’ un caso che solo pochi giorni fa il prefetto Soggiu avesse proposto il ricovero coatto per i giovani tossicodipendenti particolarmente pericolosi e violenti. Il Governo si e’ inventato pure una iniziativa, sciatta, di informazione basata sull’invio di camper in qualche citta’, accompagnati dai volontari di San Patrignano e di altre strutture di recupero. Ed infine, a condire il tutto, quotidiani e tivu’, private e pubbliche, dedicano in questi giorni un’incredibile attenzione ai cantori del punizionismo.
La politica del Governo, quasi in silenzio, giorno dopo giorno, ha posto nuovi mattoni all’opera. Il Ministro del Lavoro Maroni solo poche settimane aboliva de facto il pill testing, l’analisi delle pastiglie dei consumatori, da parte degli operatori. Un addio, quindi, definitivo alla politica di riduzione del danno, e ad una qualsiasi prospettiva legalizzatoria. Ma quanto costera’ la nuova politica al contribuente italiano? E quanto al giovane consumatore di droghe che si trovera’ in balia di spacciatori sempre piu’ agguerriti e di recuperi di natura psico-sociale? E con quali risultati, mentre tutti gli altri Paesi dell’Ue (e non solo) stanno scegliendo strade diverse dopo aver registrato risultati negativi nelle politiche seguite fino ad oggi? Occorrera’ tenere sotto speciale osservazione il capitolo, ancora molto oscuro, dell’attivazione delle nuove convenzioni con le strutture private per il recupero coatto.
Massimo Lensi, editorialista dell’Aduc
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