GIUSTIZIA: UNA SENTENZA CONTRO LE CLAUSOLE VESSATORIE
Roma, 23 ottobre 2002. Ci voleva una sentenza della Corte di Appello di Roma (1) per cancellare alcune ignominiose vessazioni contenute nei contratti assicurativi. Con questo sentenza -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- vengono cancellate le clausole vessatorie che consentivano alle assicurazioni di disdire unilateralmente i contratti dopo un incidente stradale o dopo un intervento sanitario; e' abolita la postilla del rinnovo automatico dei contratti se non disdetti con 90 giorni di anticipo (quanti di noi sono stati "fregati" da questa noticina?) ed e' eliminato l'obbligo di ricorrere all'arbitrato nelle controversie per i risarcimenti, con il dovere per l'assicurato di pagare le spese dell'arbitrato stesso. Altro aspetto importante della sentenza e' l'obbligo della eliminazione delle clausole dai contratti vigenti. Insomma c'e' voluta una decisione della magistratura per eliminare quello che il buon senso avrebbe omesso di scrivere e che ha portato ad una alterazione dei rapporti tra cittadini e assicurazioni. A questo proposito basterebbe ricordare la contabilizzazione degli interessi bancari, che a favore degli istituti di credito si effettuava trimestralmente mentre per il risparmiatore il calcolo era annuale. Si sa, la cupidigia offusca la mente.
(1) Corte d'Appello di Roma, II sezione Civile, sentenza n. 1780/2002.
(1) Corte d'Appello di Roma, II sezione Civile, sentenza n. 1780/2002.
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