INCIDENTI STRADALI PONTE DI PRIMAVERA: 214 MORTI. ALTROCHE' SARS
VA BENE ALZARE LA GUARDIA PER LA SARS, MA PERCHE' ABBASSARLA PER IL TRAFFICO STRADALE? I PROVVEDIMENTI IN VIGORE, CON LE ULTIME MODIFICHE, HANNO SOLO AGGRAVATO LA SITUAZIONE. L'EMERGENZA E' INFRASTRUTTURALE, SANITARIA E LEGISLATIVA
Firenze, 5 maggio 2003. Il lungo ponte di primavera (18 aprile / 4 maggio), ha fatto registrare 214 morti sulle strade italiane. Cosi' come fanno sapere la Polstrada e Carabinieri, per un totale di 8.028 incidenti, che hanno portato anche a 6.380 feriti.
Numeri allucinanti che dovrebbero far passare in secondo piano qualunque tipo di emergenza Sars, ma che sicuramente cosi' non sara'. Perche' si tratta di morti e incidenti a cui abbiamo fatto l'abitudine quotidiana, e non ci si fa caso piu' di tanto. Ma sono 214: 183 sulle strade ordinarie e 31 in autostrada (mentre i feriti sono: 5.367 sulle strade ordinarie e 1.013 in autostrada). Una specifica che dovrebbe lanciare un allarmo sullo stato generale delle strade italiane su cui il traffico e' piu' intenso e su cui, soprattutto, non essendoci un pedaggio, la manutenzione e l'ammodernamento e' affidato essenzialmente agli investimenti delle amministrazioni comunali e provinciali. Che, visti questi numeri, non si puo' non dire che stiano registrando un fiasco totale nella prevenzione. Fino ad ipotizzare -senza alcuna forma di estremismo- responsabilita' a livello di omicidio colposo.
Si dira' che molta colpa e' degli automobilisti. Ed e' vero. Ma chi se la sente di affermare che quanto poteva essere fatto per evitare questa strage, sia stato fatto. E, soprattutto, che quanto fatto, sia all'altezza della situazione?
Facciamo un esempio tra i piu' clamorosi: gli eccessi di velocita'. L'infrazione a questi limiti e' sempre nel top dei motivi di tutti gli incidenti. Perche' gli incidenti non diminuiscono nonostante tutte le amministrazioni comunali e provinciali abbiano disseminato il territorio di autovelox che, grazie alle piu' recenti norme, servono alla bisogna senza dover indicare la loro presenza e senza dover subito fermare il trasgressore dei limiti? Se guardiamo i i bilanci delle amministrazioni, gli stessi sono rimpinguati dagli incassi da queste multe . ma gli incidenti non diminuiscono e i morti aumentano. Per cui viene spontanea una domanda: ma questi autovelox servono solo a riempire le casse delle amministrazioni?Non e' che, proprio grazie alle nuove norme, servono si' a fare piu' multe, ma le stesse non incidono sul tasso di incidenti e morti? Dobbiamo continuare cosi'? O non sarebbe meglio che tutti gli autovelox fossero indicati e tutti i trasgressori fossero fermati subito, in modo da non far male a se stessi e agli altri?
E questo e' solo un esempio. Perche' potremmo parlare delle disastrose condizioni di alcune strade che, nonostante annose polemiche e percorsi ormai conosciuti come "quelli della morte", sembrano non interessare quegli stessi amministratori che, proprio su questi percorsi "della morte", installano autovelox i piu' nascosti possibile. Un esempio? Valga per tutti la superstrada Firenze/Livorno: una scommessa al Lotto ogni volta che si prende, per riuscire ad arrivare a destinazione senza incidenti e per non essere stati cuccati dalle foreste di autovelox che segnalano lo sforamento dei 90 Km/h, senza ovviamente alcuna autorita' che ferma per impedire che chi fa l'infrazione continui la sua folle corsa. La Sars e' una emergenza internazionale e parzialmente nazionale, quella delle condizioni delle nostre strade e dell'applicazione del codice della strada e' un dramma che entra nelle case di ognuno. E decisamente piu' tangibile, anche se fa meno notizia.
Se e' bene tenera alta la guardia per la Sars, non si capisce perche' "l'emergenza dell'emergenza" che ci ha portato questi 214 morti venga sottovalutata e, viste le norme e l'imperizia con cui si continua a subirla, la guardia sia cosi' bassa.
E solo un problema del ministero delle Infrastrutture e Trasporti? No. Ormai e' anche un'emergenza sanitaria su cui, vista la mancanza di iniziativa e provvedimenti urgenti da parte del ministero di Lunardi, non puo' non intervenire anche il ministro Girolamo Sirchia. Ed e' un'emergenza legislativa, perche' le leggi che ci sono non servono alla bisogna: per come sono applicate, soprattutto.
Come intervenire? Semplicemente, da parte dei ministeri interessati, ponendo al Governo e al legislatore i problemi che noi abbiamo sollevato, perche' siano analizzati alla luce dei non-risultati e del peggioramento generale della situazione. E perche' si agisca di conseguenza, rimuovendo queste false soluzioni e, perlomeno, cercando di ridurre il danno in attesa di una totale rivoluzione delle infrastrutture viarie non-autostradali.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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