Sabato 6 giugno 2026
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INFORMAZIONE CULTURALE E LIBERTA'

Comunicato ·
VERSO LA CONCLUSIONE IL PROCESSO DI SIENA
UNA INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Firenze, 24 Gennaio 2002. Lunedi' prossimo, 27 gennaio, presso il Tribunale di Siena si terra' l'udienza con rito abbreviato di un processo contro un professore di storia dell'arte, accusato di diffamazione e abusivismo.
La prima udienza si era tenuta lo scorso 9 dicembre e, nonostante i denuncianti si fossero presentati in forza con moltissimi testimoni, il giudice aveva optato per rimandarlo accettando la richiesta del denunciato per il rito abbreviato. Quindi e' molto probabile che lunedi' prossimo si arrivera' ad una sentenza.
Ricordiamo i fatti.
Il denunciate e' la presidente dell'associazione guide turistiche della Toscana per Siena e provincia. Il denunciato e' il professor Max Grossman, cittadino Usa residente a Siena, studioso presso la Columbia University di New York, che, degli studi e della storia della citta' toscana ne ha fatto pratica di vita. Secondo la denunciante il professor Grossman avrebbe diffamato la categoria delle guide turistiche sul sito Internet che, in lingua inglese, presenta la sua attivita' di studi per far conoscere la storia di Siena nel mondo: ma la presunta diffamazione sembra sia solo frutto di una sbagliata traduzione dall'inglese della denunciate, perche' il professor Grossman avrebbe scritto cio' che tutti dicono e sanno, cioe' che le spiegazioni delle guide sono affrettate e non approfondite.
Ma l'accusa piu' grave e' quella di abusivismo nell'ambito dell'attivita' di guida turistica. Il professore sarebbe colpevole di essersi soffermato con alcuni suoi studenti e colleghi di fronte ai monumenti della citta' di Siena, e di aver parlato con loro in materia. Considerato che stiamo parlando di un componente di una Universita' (la Columbia) il cui dipartimento di storia dell'arte e' riconosciuto tra i migliori in Usa, nonche' il migliore centro studi di arte italiana del rinascimento al mondo, ci sembrerebbe un delitto che il professor Grossman non facesse quanto ha fatto con i suoi studenti e i suoi ospiti.
Inoltre la legge regionale della Toscana sul turismo, all'articolo 100, recita "alle attivita' didattiche svolte da esperti, anche con lezioni sui luoghi oggetti di studio, rivolte alle scuole ed istituti di ogni ordine e grado o svolte nell'ambito di corsi di formazione e iniziative a carattere seminariale" non si applicano le norme sulle guide turistiche. Per finire/cominciare con la Costituzione italiana che, all'art.33, stabilisce che "l'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento".
Auspichiamo che la sentenza del giudice sia assolutoria, proprio perche' il fatto non sussiste. In caso contrario, visto che il professor Grossman probabilmente fara' ricorso in Appello, da parte nostra ci mobiliteremo ancora di piu'. Grazie anche ad una interrogazione al Parlamento Europeo che l'eurodeputato Gianfranco Dell'Alba sta presentando in questi giorni, perche', comunque vada a finire la vicenda, resta il fatto che c'e' un fortissimo dubbio che sia minata la liberta' di circolazione delle persone, nonche' la liberta' di espressione, di parola e di didattica. Con il risvolto di impedire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico.
Resta anche la preoccupazione per ognuno di noi che, di fronte ad un'opera d'arte, se ha un minimo di cognizioni e di cultura, dovra' bendarsi la bocca e il cervello se cerchera' di comunicare qualcosa ad un amico in visita.
Anche perche' non tutti sono tenaci come il professor Grossman, e spesso i vari cultori/studiosi che incorrono nello stesso "reato" (specialmente se non sono italiani) per non doversi trascinare la questione con un ricorso o un processo, pagano l'oblazione.
La sentenza di questo processo e' importante per evitare di continuare a fare una figuraccia nei confronti di uno studioso americano. E soprattutto per alimentare il dubbio che le corporazioni siano uno strumento di crescita culturale, economica e di liberta'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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