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LATTE FRESCO DELLE MIE BRAME, CHI E' IL PIU' FRESCO DEL REAME

Comunicato ·



Firenze, 18 Maggio 2002. Ormai siamo alle tinte delle telenovela economico-commerciale, del tipo "tira e molla" che siamo molto abituati a vedere nel nostro Paese, e che alla fine dovrebbe consentire di lasciare qualcosa in mano a qualcuno, cioe' a tutti. Ma ci consenta di evidenziale che questo "premio diffuso" fra le parti -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- lascera' una vittima sul campo, il solito consumatore.
Vediamo perche'.
La speciale commissione tecnico-scientifica dei ministeri delle Politiche Agricole e della Salute ha salomonicamente sentenziato che la tecnica di microfiltrazione e' compatibile con la legge 169 che disciplina la produzione del latte fresco. Senza dire quello che ognuno avrebbe auspicato, cioe' che il latte cosi' trattato puo' essere considerato fresco fino a otto giorni, pur salvando il suo operato scientifico, se n'e' lavata le mani rimandato la palla ai politici e ai produttori. Che sono tornati a scannarsi. Granarolo contro Parmalat, accusata di essere stata commercialmente piu' sveglia e di aver trovato il metodo per aggirare la legge portando sul mercato il latte prodotto in Germania con questa tecnica. Il ministro Giovanni Alemanno che, secondo la piu' sana tradizione parlamentare quando non si vuole decidere per scontentare qualcuno e si convoca una commissione, ha rimandato il tutto ad un prossimo "tavolo della filiera". Il pool quasi completo delle associazioni di consumatori di osservanza ministeriale che, senza argomenti, e' alla ricerca di un giudice di qualche Tar che, per fare anche lui passare il suo nome alle cronache, decida di usare il suo potere di sentenza/veto.
Mentre restiamo perplessi su certe azioni in difesa del diritto al consumo, quando le stesse si trasformano, nei fatti, in imposizione al non consumo, cogliamo sul campo il consumatore vittima e suddito. Infatti ci domandiamo se, a onore delle direttive Ue in materia che sono molto chiare e gia' applicate negli altri Paesi membri proprio con la dizione "fresco, perche' il consumatore non debba essere messo in grado di scegliere da se' cosa comprare. Non debba, cioe', poter acquistare un latte fresco prodotto con microfiltrazione o un latte fresco prodotto con pastorizzazione, al pari di cio' che avviene in tutto il resto d'Europa. Chi oggi non mette il consumatore in condizione di operare una scelta del genere, probabilmente lo fa perche' considera la sua (del consumatore) funzione economica non come una espressione di libera scelta, ma come mera fruizione di cio' che lo Stato considera buono per lui. Cioe' il contrario del libero mercato, che tutti dicono di stare favorendo.
E' bene evidenziare, quindi, che la querelle consumata a questi livelli, e' solo un gioco di potere commerciale da una parte (Granarolo/Parlamalat) e di potere politico dall'altro (ministeri e confederazioni di produttori), con gli utili idioti in mezzo a parlarsi addosso per fini piu' o meno nobili (le associazioni di consumatori di osservanza ministeriale).
l livello di confronto, infatti, non e' quello italiano, ma comunitario, perche' e' li che esiste la norma sul latte fresco di otto giorni, ed e' solo li' che potrebbe essere cambiata. Qualunque azione a livello nazionale serve solo a procrastinare l'obbligatorio passaggio a questa norma, e ad avvicinare le eventuali sanzioni comunitarie per il non-rispetto. Se qualcuno crede che l'Italia non debba far fede agli impegni comunitari, per quanto sgraditi possano essere considerati, e' bene che si fermi, perche' sta solo perdendo tempo, ridicolizzando la propria politica al cospetto degli organismi europei.
Quindi chi proprio e' convinto che oltre i quattro giorni ogni fresco sia una bufala, agisca di conseguenza li' dove puo' incidere, a livello comunitario. E intanto lasci che anche il consumatore italiano possa esser tale come gli altri consumatori europei, cioe' libero di scegliere.
Infine il ministro. E' inutile continuare in questo gioco, perche' non ci sono alternative alla modifica della legislazione italiana, a meno che non abbia gia' deciso di abbandonare l'Ue ….
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