Giovedì 4 giugno 2026
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LEGGE ABORTO E SUICIDIO RAGAZZO DI RIVOLI

Comunicato ·
E' L'ATTUALE LEGGE SULL'ABORTO ADEGUATA AI GIOVANI 2003?
SONO LE ATTUALI LEGGI SULLA CONTRACCEZIONE ADEGUATE AI GIOVANI 2003?
DALLA SOCIETA' CIVILE, LE RIFLESSIONI E LE PAROLE VADANO AL LEGISLATORE

Firenze, 9 Febbraio 2003. La vicenda del ragazzo di Rivoli che, sentitosi responsabile della gravidanza della sua ragazza e soprattutto del fatto che non potesse essere interrotta, si e' suicidato, non e' solo un fatto di genitori, figli, psicologia ed educazione. Queste ultime sono questioni che attengono la sfera privata di coloro che, piu' di quanto lo si possa fare noi, piangono se stessi per non essere stati in grado di meglio comunicare con i loro piu' intimi. E che si tratta di persone ben consapevoli di cio' che sia accaduto e di come la vicenda possa e debba essere affrontata, lo dimostra (stando alle interviste e dichiarazioni raccolte da alcuni giornali) quanto detto dalla mamma della ragazza in accordo con la mamma del ragazzo che si e' suicidato: "Tenere il bimbo? Decide mia figlia e nessuno cerchi di condizionarla", e' il titolo di un quotidiano alla specifica intervista. Quindi la vicenda, per chi ne e' stato coinvolto direttamente, torna ad essere solo loro. Via le telecamere, per favore. La liberta' di informazione e di cronaca e' essenzialmente questo. Mentre gli appelli che si levano invitando la ragazza a non abortire, si commentano da se' per il loro squallore umano e l'intrusione pacchiana e goffa di chi riesce solo a speculare sui drammi umani. E sia chiaro, per non fraintendere, che altrettanto squallore ci sarebbe se qualcuno facesse appello perche' la ragazza abortisse. Ma il fatto che quest'ultimo invito non ci sia stato, ma il primo si', e anche molto autorevole (il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino), serva ad ognuno per capire.
La domanda che civicamente e giuridicamente ci poniamo, e' semplice: e' questa legge sull'aborto adeguata alle necessita' della nostra societa'? La discrezionalita' dei responsabili del consultorio che hanno negato l'aborto alla minorenne senza il consenso dei genitori, ha un valore civico e giuridico nella nostra societa'? Quanto accaduto, e' un incidente di percorso o la manifesta dimostrazione dell'inadeguatezza di una legge approvata ben 25 anni fa? L'Italia che nel 1978 dava il suo consenso a quella legge, e' la stessa del 2003? E soprattutto i minorenni del 1978 sono gli stessi del 2003? Qualcuno dira' che questi giovani del 2003 dovrebbero essere piu' informati sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate rispetto ai loro coetanei del 1978, perche' 25 anni di una legge dovrebbero anche essere istruttivi. E un fondo di verita' c'e' in questo (nonostante solo l'altro giorno, domenica 2 febbraio, c'era ancora chi ha mobilitato le sue piazze contro aborto e contraccezione . si' proprio contro la contraccezione). Comunque non ci sembra di ricordare altri casi drammatici come questo di Rivoli, in questi 25 anni. Quindi, qualcosa non ha funzionato e non funziona.
Per cui ci viene spontanea una domanda: non avranno ragione i britannici quando, per esempio, danno senza ricetta e senza alcuna richiesta di autorizzazione, la pillola del giorno dopo alle ragazze di 12 anni (mentre in Italia ci vuole la ricetta del medico, che non puo' essere data alle minorenni senza consenso dei genitori)? Siamo sicuri che sull'intimita' di una ragazza di 15 anni debbano decidere i suoi genitori, e non lei stessa, visto che comunque e' una persona in grado di far nascere un altro essere umano?
Crediamo che per rispondere a queste domande, non occorra filtrarle rispetto ai propri convincimenti pro o contro l'aborto, ma basterebbe solo interrogarsi in base al rispetto di se stessi e degli altri esseri umani. E sono una serie di domande che giriamo a chi ha il potere di proporre le leggi, di modificarle e di farle approvare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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