LEGGE SULL'IMMIGRAZIONE
MA NON ERAVAMO TUTTI UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE, A MAGGIOR RAGIONE PER COLORO CHE CHIEDONO DI ESSERE AL NOSTRO PARI?
Firenze, 29 Maggio 2002. L'Aula della Camera dei deputati stamane ha approvato l'articolo 4 del disegno di legge Bossi-Fini sull'immigrazione, per la disciplina del visto di ingresso. In una serie di giuste considerazioni per impedire l'ingresso a chi minacci la sicurezza, nella norma c'e' anche il divieto di concessione del visto a chi e' stato condannato per traffico di stupefacenti, favoreggiamento della immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione o dei minori.
Facciamo notare -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- che quest'ultimo divieto riguarda chi e' stato condannato (e quindi chi ha gia' scontato la pena, visto che circola nel suo Paese di origine) e non chi e' in attesa di giudizio. Ci domandiamo perche', se queste persone che hanno commesso questi reati non debbano essere altrettanto pericolose, per esempio, rispetto a chi ha commesso reati contro il patrimonio, o contro la persona, o comunque reati in genere. Forse c'e' una delinquenza che e' meno delinquenza di un'altra? Forse i furti fanno meno male alla nostra comunita' rispetto, per esempio, alla prostituzione? Non ci si puo' non porre queste domande di fronte a queste norme. E non c'e' alternativa, se non al di fuori del diritto, in una sorta di legge della giungla che afferma la sua superiorita' rispetto a quella codificata.
Siamo molto preoccupati perche' ci avevano insegnato che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, quindi anche coloro che chiedono di essere al nostro pari. E ci avevano insegnato anche che l'espiazione della pena estingue il reato, qualunque reato. Un rischio? Certamente. Ma e' il rischio che si deve correre in democrazia perche' questo sistema sia tale. L'alternativa e' mettere in pratica meccanismi e disposizioni che sono il perfetto contrario di quanto codificato.
Non si scherza con la certezza del diritto. Perche' e' da li' che nasce la forza di un Paese e dei suoi abitanti, non dalla sua disattenzione e dalla codificazione della creazione di cittadini di serie B.
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