LIBERALIZZAZIONE SERVIZI AEROPORTUALI
LA UE DA' RAGIONE AL RICORSO DELL'ADUC
L'ITALIA DEFERITA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Roma, 6 settembre 2002. L'Italia e' stata deferita dalla Commissione europea alla Corte di Giustizia sulla mancata liberalizzazione dei servizi aeroportuali. E' una vittoria della nostra associazione -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che il 14 marzo del 1999, aveva inoltrato un ricorso contro il decreto legislativo italiano n.18/1999, che avrebbe dovuto recepire la direttiva europea n.96/97 sulla liberalizzazione dei servizi aeroportuali.
Il ricorso e' riportato per intero sul nostro portale, a questo indirizzo: LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI AEROPORTUALI ITALIANI- RICORSO ALLA COMMISSIONE EUROPEA E ALL'ANTITRUST CONTRO IL DECRETO ITALIANO CHE MANTIENE LO STATUS QUO
Il 6 settembre 1999, la Direzione generale dei trasporti della Unione europea aveva inviato una prima contestazione al Governo italiano, sollecitandolo a rivedere il decreto legislativo in questione. La contestazione e' stata rinnovata il 27 luglio 2001. Il deferimento alla Corte di Giustizia, anche se con un ritardo di piu' di tre anni, rende giustizia al nostro operato e impone al Governo le modifiche da noi sollecitate. La nostra Associazione ha sempre seguito l'iter procedurale e, con una lettera del 18 aprile 2000, inviata al Presidente Romano Prodi, alla Commissaria Loyola de Palacio e al Commissario Mario Monti, e anche con successive iniziative, aveva sollecitato un intervento sul nostro Governo. Il decreto legislativo italiano, infatti, non liberalizza un bel niente, consentendo la conservazione degli assetti monopolistici, a danno dei consumatori sotto il profilo economico, dell'efficienza e della qualita' dei servizi. Altro che carte dei diritti del passeggero! Il vero nodo sta nella liberalizzazione dei servizi a terra degli aeroporti, senza la quale non si realizzano ne' efficienza ne' efficacia. Il resto, come i passeggeri hanno potuto costatare, e' fumo negli occhi!
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