LIBERARE DALLE AUTO IL CENTRO STORICO DI ROMA?
UN ATTO DI CIVILTA'
Roma, 27 novembre 2002. Liberare dalle auto il centro storico di Roma e' un atto di civilta'. Non possiamo che essere soddisfatti delle decisioni della Giunta capitolina di affrancare l'area del "tridente" dal soffocamento di automobili e motorini. Anzi il provvedimento ci appare limitato nel tempo, un mese, e nella estensione perche' vorremmo rendere libera una piu' vasta area e per tutto l'anno. In tutte le citta' europee, finanche il Marocco, il centro storico e' stato recuperato ai cittadini e il commercio non ne ha sofferto. Ricordo -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che negli anni '70 proposi la chiusura di via Condotti, la celebre via che porta a piazza di Spagna. Ci fu una levata di scudi generale ed in particolare dei commercianti. Oggi nessuno si sognerebbe di riaprire al traffico via Condotti. I bottegai credono che il commercio sia legato indissolubilmente all'auto parcheggiata sotto il negozio, i fatti li smentiscono cosi' come sono stati smentiti sull'apertura domenicale dei negozi. Se i negozianti vogliono incrementare le vendite non hanno che un rimedio: diminuire i prezzi e ricondurli ai valori antecedenti l'introduzione dell'euro. Sarebbe un atto di equita'. Occorre riconquistare alla dimensione umana una vasta area del centro storico, ampliare le aree pedonali, recuperare le antiche piazze, rendere giustizia ad uno spazio pensato per le persone e, al massimo, per le carrozze. Certo e' necessario evitare che il centro sia assediato all'esterno da auto e motorini, ma questo e' un altro discorso, che peraltro abbiamo gia' affrontato in altre occasioni.
Roma, 27 novembre 2002. Liberare dalle auto il centro storico di Roma e' un atto di civilta'. Non possiamo che essere soddisfatti delle decisioni della Giunta capitolina di affrancare l'area del "tridente" dal soffocamento di automobili e motorini. Anzi il provvedimento ci appare limitato nel tempo, un mese, e nella estensione perche' vorremmo rendere libera una piu' vasta area e per tutto l'anno. In tutte le citta' europee, finanche il Marocco, il centro storico e' stato recuperato ai cittadini e il commercio non ne ha sofferto. Ricordo -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che negli anni '70 proposi la chiusura di via Condotti, la celebre via che porta a piazza di Spagna. Ci fu una levata di scudi generale ed in particolare dei commercianti. Oggi nessuno si sognerebbe di riaprire al traffico via Condotti. I bottegai credono che il commercio sia legato indissolubilmente all'auto parcheggiata sotto il negozio, i fatti li smentiscono cosi' come sono stati smentiti sull'apertura domenicale dei negozi. Se i negozianti vogliono incrementare le vendite non hanno che un rimedio: diminuire i prezzi e ricondurli ai valori antecedenti l'introduzione dell'euro. Sarebbe un atto di equita'. Occorre riconquistare alla dimensione umana una vasta area del centro storico, ampliare le aree pedonali, recuperare le antiche piazze, rendere giustizia ad uno spazio pensato per le persone e, al massimo, per le carrozze. Certo e' necessario evitare che il centro sia assediato all'esterno da auto e motorini, ma questo e' un altro discorso, che peraltro abbiamo gia' affrontato in altre occasioni.
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