Giovedì 4 giugno 2026
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MACCHINETTE AUTOMATICHE DISTRIBUTRICI DI SIGARETTE

Comunicato ·


IL MINISTERO SI MUOVE PER LIMITARNE L’USO AI MAGGIORENNI, MA NON FACILITA UNA SOLUZIONE CHE VALGA PER OGNUNO …. CHE PURE C’E’.

Firenze, 9 Agosto 2002. Nei giorni scorsi il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, aveva manifestato la sua intenzione di vietare l’uso delle macchinette che distribuiscono automaticamente le sigarette per impedire ai minorenni di farne uso, e gli avevamo replicato che sarebbe stata una iniziativa penalizzante i commercianti (che su queste macchinette hanno investito diversi soldi) e i consumatori al di sopra dei sedici anni, a cui la legge consente l’acquisto. Al ministro avevamo suggerito come alternativa campagne di informazione che mettessero il singolo in grado di decidere da se’.
La questione ha avuto un seguito perche’, anche dopo un confronto sullo specifico della questione, ci e’ stato comunicato dal portavoce del ministro che sono cominciati i contatti del ministero con alcune banche per verificare la fattibilita’ dell’uso del bancomat per l’acquisto delle sigarette attraverso queste macchinette. La logica che viene seguita e’ che, essendo il bancomat concesso solo ai maggiorenni, si sventerebbe la possibilita’ dell’acquisto da parte dei minorenni.
E’ sicuramente un prosieguo interessante da parte del ministero, che ha fatto tesoro delle osservazioni da noi sollevate. Ma non risolve la questione, perche’ comunque crea delle discriminazioni per chi –minorenne- ha quei sedici anni (quindi non maggiorenne) che la legge indica come eta’ soglia per l’acquisto, e per chi non possiede un bancomat. Non solo, ma siccome stiamo trattando di un prodotto venduto in regime di monopolio, la discriminazione e’ ancora piu’ odiosa e penalizzante perche’ i punti vendita sono limitati all’autorizzazione specifica, e non potendo trovarli ovunque, va da se’ che l’illegalita’ del prodotto di contrabbando e’ dietro l’angolo.
Se restiamo in questo ambito, due soluzioni migliori ci sarebbero. Portare la maggiore eta’ a sedici anni e quindi chiunque degli autorizzati potrebbe avere un bancomat, o dotare tutti di documento d’identita’ su tesserino magnetico (come sperimentalmente, proprio sulla questione dei distributori automatici di sigarette, gia’ avviene in California), e le macchinette potrebbero erogare il prodotto solo a quelli da sedici anni in poi. Ma sono due soluzioni non proprio dietro l’angolo, anche se auspicabili e, specialmente per la seconda (carta d’identita’ magnetica), nei programmi del ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.
Ma ce ne sarebbe anche una terza che supererebbe le difficolta’ sopra ricordate, l’uso del tesserino magnetico del codice fiscale. Un tesserino non prezioso come quelli di sopra, per cui la custodia dei titolari e’ un po’ piu’ "leggera", ma se lo scopo e’ quello della disincentivazione all’acquisto, potrebbe andare bene. Anche perche’, se un quattordicenne volesse comprarsi un pacchetto di sigarette, non avrebbe difficolta’ a trovarlo in altro modo.
Ed e’ qui il nodo del problema! Che rimane identico a quello sollevato nei giorni scorsi. Ne vale proprio la pena usare tanta intelligenza e tecnologia e soldi per qualcosa che, alla fine, e’ solo dipendente dalla volonta’ del singolo, minorenne o maggiorenne che sia? In una situazione in cui i divieti imposti fino ad oggi ai giovani hanno dato risultati contrari alle attese (i giovani che fumano aumentano), siamo sicuri che con nuove limitazioni (che rendono anche molto insofferenti soprattutto i giovani, e gli rendono piu’ attrattivo il prodotto "proibito") si otterranno risultati migliori e non si foraggiera, invece, l’illegalita’ e il contrabbando? E non fa testo il fatto che, essendo in diminuzione i fumatori meno-giovani, qualche risultato, quando c’e’ di mezzo la consapevolezza della questione, si ottiene? E allora, perche’ non investire, con l’informazione, perche’ questa consapevolezza sia piu’ diffusa, e parta da li’, soprattutto nei giovani, la decisione di fumare o meno? Noi parteggiamo per questa ultima soluzione, anche e soprattutto in considerazione dei nuovi passi che il ministero della Salute sta intraprendendo con la storia del Bancomat, e quand’anche facesse propri i suggerimenti che abbiamo dato col tesserino magnetico del codice fiscale.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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