IL MERCATO DROGATO DEI MOTORINI E LA SPIRALE DEL "TIRA A CAMPA'"
FINO A QUANDO?
Firenze, 13 Marzo 2003. I numeri delle vendite dei cinquantini e delle moto nel mese di febbraio, sono implacabili, e sono lo specchio dell'Italietta economica di una ripresa che non arrivera' mai. +28% di vendite per i cinquantini. -25% per le moto. I primi usufruiscono dei cosiddetti eco-incentivi. I secondi no. Cioe' 2+2=4. Come potrebbe essere altrimenti. Non solo. Ma il ministro dell'Ambiente ha annunciato che gli incentivi, ormai agli sgoccioli, saranno prorogati per tutto il 2003. Quindi stiamo marciando verso un tentativo che 2+2 faccia 5. I miracoli dell'economia italiota di mercato? Si'. Quasi come il sangue di San Gennaro che ogni anno, puntualmente, si scioglie: e tutti intorno a osannare il miracolo, a baciare le icone, a fare dichiarazioni di santificazione e spiritualita'. Gli stessi tutti (religiosi inclusi) che sanno perfettamente che si tratta di una bufala, ma che deve essere fatta. Se al ministero dell'Ambiente ci fossero delle reliquie da baciare, siamo sicuri che costruttori e venditori farebbero periodicamente una processione per stampare il segno delle loro labbra: "Parigi val bene una messa"! E il nostro ministro si comporterebbe come il vescovo del sangue di San Gennaro. A tanto non si arriva: forse per questione di rispetto religioso e, piu' in generale, di gusto. Ma il clima e l'ambiente, come fa a non essere lo stesso?
Ormai la nostra economia viaggi cosi': dai motorini alle quote latte, dalla componentistica meccanica alle multe e alle tasse non pagate, e' tutto un miracolo di San Gennaro che si rinnova, con tutti che lo osannano chiedendosi e chiedendo il prossimo miracolo. Tanto, paga Pantalone: cioe' quelli che hanno pagato le multe in tempo, le tasse come richiesto e dovuto (e che stanno ancora aspettando il rimborso della tassa prodiana sull'Europa), che registrano gli affitti, etc.., cioe' il contribuente medio italiano. Una razza in estinzione? No, per fortuna. Ma sicuramente una razza in assottigliamento, anche un po' stufa di pagare per i cinquantini che riempiono le citta' in sostituzione dei mezzi pubblici, e che fanno sempre piu' assomigliare i centri urbani a metropoli del terzo e quarto mondo.
Questi i contribuenti.
Poi ci sono gli imprenditori e i commercianti da politica degli incentivi. Minacciati dai sindacati che se licenziano qualcuno, quantomeno gli danno metaforicamente fuoco alla fabbricchetta o alla fabbrica o al negozio. Gente talvolta col jeeppone iper-accessoriato che sembra debbano fare la Parigi/Dakar invece della quotidiana Ostia/Roma, con la casa in campagna, in citta' e al mare e le rate dei vari mutui che oscillano nei protesti bancari rispetto alle politiche di rottamazione di questo o di quel Governo. Incapaci (gli imprenditori) di svolgere un'attivita' economica che sia di offerta e di innovazione nell'ambito di un tradizionale rischio di mercato. E incapaci (i commercianti) di essere altro che non dei passacarte rispetto alle elargizioni di questo o quel Governo, facendo ogni giorno salti mortali per non-registrare nei libri contabili buona parte di cio' che passa per le loro botteghe "di Stato".
E poi ancora -e infine- il consumatore/contribuente. Contento perche' crede di pagare meno il motorino, ma che quando apre la cassetta della posta e' avezzo all'imprecazione per tutte le utenze le cui tariffe sono a prezzi incredibilmente alti rispetto agli altri Paesi dell'Ue. E quindi si attrezza per dare la sua dose di fregatura fiscale all'amministrazione e allo Stato (da qualche parte dovra' prenderli questi soldi .).
Fino a quando?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti