MINISTRO DELLA SALUTE: VIETARE I DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI SIGARETTE!
OLTRE CHE IPOCRITA SAREBBE INUTILE E DANNOSO
Firenze, 7 Agosto 2002. Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, nel corso della trasmissione Rai "3131" ha sostenuto che i distributori automatici di sigarette andranno eliminati, perche’ possono diventare nocivi e pericolosi, in quanto accessibili ai minorenni.
A parte ricordare al ministro che anche i minori, stante la legge italiana, da 16 anni in poi possono acquistare le sigarette, ci sembra che, se quanto auspicato da Sirchia fosse realizzato, la responsabilita' del singolo andrebbe a ramengo, perche' lo Stato per far rispettare una norma impedirebbe la liberta' di tutti, e non invece sanzionerebbe il singolo che non rispetta la norma.
Se un ragazzo con meno di sedici anni acquista un pacchetto di sigarette, non importa se alla tabaccheria o alla macchinetta, stante la legge, e' giusto che sia sanzionato, ma questo che c'entra con la liberta' degli altri di acquistare lo stesso prodotto?
Per quanto ci riguarda, gia' il divieto di vendita ai minori di 16 anni e' un incentivo al mercato del contrabbando che e' tutt'altro che assente e combattuto, ma tollerato anche perche' da' occupazione a tanti disoccupati ufficiali (un giretto per le strade di Napoli e’ sempre istruttivo) … con il divieto delle macchinette automatiche, dall'incentivo si passerebbe all'invito, anche se non ci pare di vedere orde di ragazzi sotto i sedici anni che bramino l'acquisto di sigarette. Non solo ma ci sembra che, proprio a quell'eta', piu' una cosa si vieta, piu' e' desiderata e si e' disposti a molto per ottenerla.
Inoltre crediamo che, nel coprifuoco che incombe nelle nostre citta' per l'imposizione degli orari dei negozi, i distributori automatici rappresentino un'isola felice di transizione verso situazioni piu' adeguate agli orari della nostra vita.
Non solo, ma se passasse la logica del nostro ministro, dovrebbero essere vietati anche i distributori automatici di videocassette: anche qui ragazzi con meno di 14 o 18 anni potrebbero acquistare o noleggiare film a loro vietati.
Non crediamo, insomma, che rendendo piu’ difficile l’acquisto di sigarette si possa fare una campagna per la difesa della salute.
E’ la consapevolezza del singolo –informato e quindi in grado di scegliere- il primo tassello di una politica di prevenzione. Ed e’ su campagne di informazione che bisogna investire, non sui divieti. Ci rendiamo conto che lo Stato ipocrita ha alcune difficolta’ in merito, perche’ si tratterebbe di disincentivare il consumo di uno dei prodotti di monopolio (quello del tabacco) che in questo periodo gli da’ anche degli utili. Ma non per questo, con le proposte di divieto del ministro Sirchia e l’inesistenza di campagne d’informazione, a farne le spese deve essere l’intelligenza dei ragazzi e il diritto dei consumatori.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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