Giovedì 4 giugno 2026
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MUCCA PAZZA DIMENTICATA?

Comunicato ·
L'INFEZIONE C'E' E CI MINACCIA, ESPANDENDOSI IN VARIE PARTI DEL MONDO
L'ADUC CHIEDE AI MINISTERI DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE AGRICOLE, NONCHE' AL COMMISSARIO UE ALLA SANITA' E PROTEZIONE DEI CONSUMATORI, QUALI SONO LE INIZIATIVE PRESE E IN ESSERE

Firenze, 31 Gennaio 2003. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha allertato diversi Paesi, in particolare dell'Europa dell'est e del sud-est asiatico, sul rischio mucca pazza. Sarah Ricketts, dirigente della divisione rischi della salute pubblica dell'Oms, ha ricordato come, esportato dall'Europa occidentale, un significativo numero di bestie infette e' finito nel sudest asiatico e nei Paesi del nord dell'Africa.
Forse qualcuno ha creduto che il problema fosse terminato o, quantomeno, marginalizzato rispetto agli allarmi e all'allerta di pochi anni fa. Non proprio. Non solo perche' in Italia, in Spagna, in Francia, in Germania i casi di infezione continuano ad esserci, in una situazione che -comunque e per fortuna- appare sotto controllo, ma perche' non viviamo in un fortino.
Quanto ci dice l'Oms non e' un fatto marginale, perche' riguarda Paesi dove -vedi Hiv/Aids- cio' che da noi puo' sembrare in qualche modo arginato con la prevenzione, li' diventa un fiume in piena: con onde di ritorno nei nostri finti fortini che non riusciamo a controllare. Una situazione che -per l'Hiv/Aids- riguarda sia la circolazione degli umani portatori di infezioni che gli aiuti economici che non possiamo esimerci di dare per cercare di contenere l'esplosione in corso. E che, nel caso della filiera alimentare e' altrettanto pericolosa, proprio a partire da noi stessi: se in Europa occidentale ci sono stati tali e tanti delinquenti che hanno esportato verso questi Paesi le bestie infette, niente non ci puo' far credere che altrettanti delinquenti (se non proprio gli stessi) facciano fare il percorso inverso alle carni macellate (e' proprio dell'altro giorno la scoperta -in Italia- di macelli clandestini di dimensioni e organizzazione che hanno stupito le stesse forze dell'ordine). E anche qui vale il discorso degli aiuti economici che al dilagare dell'infezione in questi altri Paesi- non possiamo esimerci di dare.
Quindi la questione ci riguarda, e anche molto. E purtroppo non si tratta solo di prevenzione a monte (le mucche infette sono gia' state esportate e rilevate dall'Oms), ma di veri e propri rimedi.
Ragion per cui interpelliamo i ministeri italiani della Salute e delle Politiche Agricole, nonche' il Commissario Europeo alla Sanita' e protezione dei consumatori. Per chiedere se ci sono e quali sono le azioni che hanno messo e stanno mettendo in essere a fronte di questa situazione e di questo vero e proprio allarme lanciato dall'Oms.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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