Venerdì 5 giugno 2026
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NITROFEN PER CARNI BIO E NON SOLO

Comunicato ·


NON SOTTOVALUTARE LA SITUAZIONE

Firenze, 13 Giugno 2002. Piu' i giorni passano e piu' la vicenda delle carni al Nitrofen stupisce. Essenzialmente per la superficalita' con cui viene affrontata da parte delle autorita' sanitarie comunitarie e, di riflesso, dalle omologhe italiane. Piccoli provvedimenti, con costi limitati, come quelli che abbiamo chiesto, grazie al disimpegno dell'Ue, al ministero italiano della Salute, sembra che siano, grazie al silenzio tombale in cui sono stati accolti, richieste di paranoici della prevenzione. Ma siccome e' proprio di quest'ultima che stiamo parlando, e non di mettere delle toppe a situazioni d'emergenza, non si capisce perche' non debba essere messa in pratica. Altrimenti dobbiamo intenderci sul significato etimologico della parola "prevenzione", ed e' probabile che scopriremmo una sua assenza dal vocabolario dei ministeri della Salute e delle Politiche Agricole.
Agli interrogativi che abbiamo sollevato nei giorni scorsi, purtroppo, se ne aggiungono altri.
Vediamo la situazione regressa, gia' denunciata: nessuna risposta per l'eventuale contaminazione con Nitrofen di farine per la panificazione (denuncia del Segretario di Stato del ministero tedesco dei Consumatori e dell'Agricoltura); nessuna risposta per l'infezione di farine alimentari di un mulino industriale biologico francese vicino a Strasburgo; che fine hanno fatto le carni belghe per uso nazionale e internazionale (essenzialmente salsicce) trattate con farine animali al Nitrofen? Vediamo la situazione con le novita', che aggiungiamo oggi: il sottosegretario all'agricoltura Matthias Berninger, in una interrogazione al Bundestag, ha fatto sapere ufficialmente che su dieci analisi condotte sui mangimi del deposito di Malchin (da cui e' partito lo scandalo), e' risultata una presenza di 0,346 milligrammi di Nitrofen, mentre il tetto consentito per l'uomo e' di 0,01 milligrammi per Kg. Inoltre -ed e' questa la novita' piu' grossa- il Nitrofen e' stato rinvenuto anche nel mangime destinato ad aziende convenzionali. Per cui non e' esclusa una diffusione del pericolo anche in carni al di fuori del circuito "bio", quindi una vicenda che puo' assumere dimensioni decisamente diverse rispetto alla pur consistente nicchia del "bio". Semplici discorsi? Non proprio, visto che ad oggi, in seguito allo scandalo, sono stati macellati 24 mila animali, essenzialmente polli e tacchini. E comunque gli animali interessati si aggirerebbero sul mezzo milione, fra cui anche maiali e bovini (rimanendo nell'ambito del "bio" …), sulla cui sorte non si sa ancora nulla. Ritornando al concetto e alla pratica di prevenzione che abbiamo sopra illustrato, e memori di quanto non fu fatto a suo tempo per la Bse, quando si parti' con controlli e avvisi a epidemia diffusa, ci sembra decisamente opportuno che il nostro ministero esiga per ogni importazione di cereali, alimenti per animali e carni provenienti dalla Germania, un certificato con la garanzia che non ci siano tracce di Nitrofen.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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