IL PATERACCHIO SULLE ETICHETTE ALIMENTARI OGM
ALTRO CHE INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI ...
Firenze, 29 Novembre 2002. In molti stanno plaudendo al compromesso raggiunto in sede comunitaria per l'etichettatura dei prodotti alimentari che contengono organismi geneticamente modificati: sara' obbligatoria l'indicazione nel caso in cui la presenza Ogm sia superiore allo 0,9%. Anche chi proponeva lo 0,5% (tra cui l'Italia), in nome della realpolitik ha accettato. Ora la normativa passa alla seconda lettura del Parlamento Europeo e potrebbe essere varata entro l'estate.
Il plauso e' diffuso, anche da parte di associazioni ambientaliste . e proprio non lo comprendiamo. Perche' si tratta grossomodo della situazione precedente, dove l'obbligo di indicazione scattava per una presenza Ogm superiore all'1%. Per cui tutti i problemi che ci sono sempre stati in materia, rimangono . a meno che qualcuno non voglia credere che lo 0,1% sia un successo. Tra l'altro le motivazioni dell'1% erano che analisi a questi livelli percentuali sarebbero state troppo costose, e immaginiamo che siano le stesse anche con lo 0,9%.
A noi non interessa mettere al bando i prodotti Ogm. Anzi. Ma ci sta molto a cuore l'informazione per i consumatori. E crediamo che con questo provvedimento si sia fatto un pessimo servizio in questo senso. Cosa vuol dire 0,9 o 1%? Che quello specifico prodotto su cui ci sara' un'etichetta del tipo "free Ogm" non sara' vera. E quando il consumatore acquistera' un prodotto non avra' certezza di cio' che sta acquistando. Non solo, ma chi ci potra' garantire se uno degli elementi che contribuisce a determinare il prodotto (per esempio una salsa, che sicuramente ha diversi ingredienti), non sia Ogm all'origine? Nessuno, e tantomeno le etichette decise ieri.
Noi siamo dell'opinione che per l'informazione dei consumatori non debbano esistere dei limiti. Per cui quando ci viene detto che sotto lo 0,9% non possiamo sapere, ci viene spontaneo dubitare dell'utilita' di quanto e' stato fatto. Se poi aggiungiamo la beffa di un progresso dello 0,1% il nostro dubbio aumenta ancor di piu'. E il tutto ci sembra una grande cosa inutile per i consumatori e, forse, utile per qualche medaglietta da appuntare sul petto di ministri italiani ed europei.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Firenze, 29 Novembre 2002. In molti stanno plaudendo al compromesso raggiunto in sede comunitaria per l'etichettatura dei prodotti alimentari che contengono organismi geneticamente modificati: sara' obbligatoria l'indicazione nel caso in cui la presenza Ogm sia superiore allo 0,9%. Anche chi proponeva lo 0,5% (tra cui l'Italia), in nome della realpolitik ha accettato. Ora la normativa passa alla seconda lettura del Parlamento Europeo e potrebbe essere varata entro l'estate.
Il plauso e' diffuso, anche da parte di associazioni ambientaliste . e proprio non lo comprendiamo. Perche' si tratta grossomodo della situazione precedente, dove l'obbligo di indicazione scattava per una presenza Ogm superiore all'1%. Per cui tutti i problemi che ci sono sempre stati in materia, rimangono . a meno che qualcuno non voglia credere che lo 0,1% sia un successo. Tra l'altro le motivazioni dell'1% erano che analisi a questi livelli percentuali sarebbero state troppo costose, e immaginiamo che siano le stesse anche con lo 0,9%.
A noi non interessa mettere al bando i prodotti Ogm. Anzi. Ma ci sta molto a cuore l'informazione per i consumatori. E crediamo che con questo provvedimento si sia fatto un pessimo servizio in questo senso. Cosa vuol dire 0,9 o 1%? Che quello specifico prodotto su cui ci sara' un'etichetta del tipo "free Ogm" non sara' vera. E quando il consumatore acquistera' un prodotto non avra' certezza di cio' che sta acquistando. Non solo, ma chi ci potra' garantire se uno degli elementi che contribuisce a determinare il prodotto (per esempio una salsa, che sicuramente ha diversi ingredienti), non sia Ogm all'origine? Nessuno, e tantomeno le etichette decise ieri.
Noi siamo dell'opinione che per l'informazione dei consumatori non debbano esistere dei limiti. Per cui quando ci viene detto che sotto lo 0,9% non possiamo sapere, ci viene spontaneo dubitare dell'utilita' di quanto e' stato fatto. Se poi aggiungiamo la beffa di un progresso dello 0,1% il nostro dubbio aumenta ancor di piu'. E il tutto ci sembra una grande cosa inutile per i consumatori e, forse, utile per qualche medaglietta da appuntare sul petto di ministri italiani ed europei.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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