PETIZIONE CONTRO LO SPEZZATINO DI BLU
UN INVITO A TRAVOLGERE DI RICHIESTE LE AUTORITA’ ANTITRUST E TLC
Firenze, 22 Agosto 2002. Lo avevamo gia’ chiesto ed e’ bene ripeterlo: lo smembramento della societa’ Blu fra Tim che la compra al 100% dopo il trasferimento di rami d’azienda a Vodafone-Omnitel per le stazioni radio, H3G per i siti, Wind per marchio, cliente e parte di rete, mentre le frequenze che tornano al ministero delle Comunicazioni per essere assegnate a Tim, Vodafone-Omnitel e Wind, e’ una PROVA GENERALE DI FINE DEL MERCATO? Lo abbiamo chiesto all’Autorita’ Antitrust, paventando la nascita di un oligopolio a tre per la telefonia mobile (Tim, Vodafone-Omnitel e Wind), dopo l’assestamento in corso del duopolio Telecom/Enel (Wind-Infostrada) nella telefonia fissa prossima ventura, e ricordando la pesante posizione dominante di mercato che gia’ TelecomItalia ha un po’ dovunque. Insomma una situazione tutt’altro che felice per quello che dovrebbe essere uno dei mercati piu’ importanti e strategici dell’economia, quello delle telecomunicazioni, fatta a difesa dell’italianita’ dell’azienda Blu, ma contro la piu’ elementare logica di un mercato che possa essere considerato tale, con consumatori che lo condizionino con le loro scelte e non –com’e’ nella prospettiva sopra delineata- che siano solo sudditi condizionati.
Per far questo, siamo passati dall’appello alla mobilitazione. Abbiamo favorito l’avvio di una petizione che, promossa dall’associazione dei clienti di Blu, si rivolge alle due Autorita’ interessate (Antitrust e Tlc), esponendo le preoccupazioni della morte del mercato e chiedendo in particolare a quella Antitrust che non autorizzi quello che giornalisticamente e’ stato chiamato "lo spezzatino di Blu".
Una mobilitazione civile e civica per comunicare all’autorita’ le necessita’ e le preoccupazioni di chi vive questo mercato sulle proprie tasche. Una mobilitazione che, anche al di l’a’ dello specifico, se riuscisse a sortire qualche effetto, darebbe un segnale non indifferente ai legislatori e ai governanti, perche’ non si facciano condizionare dalle sirene di una ridicola italianita’ economica, irrazionale nell’anno 2002 e soprattutto irrazionale in un Paese leader dell’Ue e protagonista dei G8, soprattutto per la mondializzazione dei mercati.
Rivolgiamo quindi un caloroso invito a firmare a chiunque condivida le nostre preoccupazioni a firmare questa petizione, collegandosi al nostro portale e ciccando sullo specifico bottone "Blu" che porta alla petizione clicca qui
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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