Giovedì 4 giugno 2026
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PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Comunicato ·
LIBERALIZZARLA PER LIMITARE GLI ABORTI E FAR RISPARMIARE TRAUMI E SOLDI

Firenze, 30 Novembre 2002. Uno studio dell'Aied (Associazione italiana Educazione Demografica) fa sapere che le donne che hanno usato la pillola del giorno dopo, in un anno, sono state 250 mila. Il dato piu' significativo e' che quella piccola percentuale (2,3) su cui l'uso di questa pillola non ha avuto l'effetto desiderato (restando quindi incinte) ha poi deciso di interrompere la gravidanza. Significativo perche' sono stati potenzialmente impediti 250 mila aborti, con relativo risparmio di traumi per chi li subisce e soldi per il Servizio Sanitario Nazionale. E sono stati impediti, considerando l'azione non abortiva di questa pillola che impedisce l'attecchimento dell'ovulo nell'utero prima dell'inizio della fecondazione, in condizioni che dovrebbero soddisfare anche coloro che ideologicamente sono contrari all'aborto.
Un risultato positivo, dunque. Anche se stride quel 10% che si sono viste rifiutare la ricetta medica necessaria all'acquisto in farmacia, e su cui l'indagine, ovviamente, non dice cosa abbiano deciso di conseguenza: ma e' facile immaginare che, rimaste incinte, queste donne abbiano optato per l'aborto.
Cosa vuol dire, a questo punto? Che l'informazione e la liberta' pagano.
Per chi usa questa liberta' nella sua scelta, per il Ssn che e' meno intasato, e per l'economia in generale (di chi ne e' coinvolto, con le giornate che avrebbe dovuto perdere per star dietro all'ospedalizzazione necessaria all'aborto, e dell'intero Paese).
Ma c'e' ancora un ostacolo che, per esempio, in Gran Bretagna hanno superato fin dall'introduzione di questa pillola e che, proprio nelle scorse settimane e' stato ulteriormente abbattuto. Stiamo parlando del fatto che in quel Paese la pillola del giorno dopo si acquista senza necessita' di ricetta medica, e che viene distribuita anche alle minorenni a scuola senza avvisare i genitori.
Invito al sesso senza precauzioni. Degenerazioni lassista della propria intimita'. Invito all'aborto. Sono solo alcune motivazioni che spesso in Italia vengono addotte per demonizzare l'uso di questa pillola e cercare di renderlo impossibile.
Nel primo caso (sesso senza precauzioni) e' la stessa indagine Aied che risponde, quando ci dice che 6 volte su 10 il ricorso alla pillola del giorno dopo e' avvenuto a causa di un rapporto nel quale l'uso del profilattico ha creato problemi (rotto o sfilato). Quindi non e' usata in alternativa al metodo contraccettivo per eccellenza.
Nel secondo caso (degenerazione lassista ..) ribadiamo che ognuno si dovrebbe coltivare la propria intimita' come crede, altrimenti, se si rimette in discussione questo principio base del nostro consesso civile, i modelli di riferimento portano solo a quei Paesi in cui la donna e' oggetto dell'uomo e, magari, ammazzano qualche centinaio di cristiani perche' si sentono provocati dalle bellezze delle candidate a Miss Mondo.
Nel terzo caso (invito all'aborto), ci pare vero proprio il contrario. Altrimenti, se ostinatamente qualcuno continuera' a gridare all'uso di questa pillola come al ricorso ad un aborto, abbia uno slancio di sincerita' e si lanci in campagne per leggi che vietino qualunque rapporto sessuale al di fuori di quello procreativo.
Quindi, se vogliamo che l'uso di questa pillola possa creare ancor piu' benefici, e' irreversibile la sua liberalizzazione. La parola al ministero della Salute che, come ha avuto il potere di introdurla nell'ottobre del 2000 (ministro Umberto Veronesi), avrebbe altrettanto potere per decidere cio' che chiediamo. Aspettiamo il ministro Girolamo Sirchia.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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