Giovedì 4 giugno 2026
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POLITICA DEI CONDONI COME IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI

Comunicato ·
Firenze, 14 Dicembre 2002. C'e' uno dei condoni, che sicuramente verra' approvato, che e' il manifesto di cosa significhino queste scelte di politica economica di questo Governo, di questa maggioranza, ma che, nello specifico, potrebbe essere adottato da qualunque altra maggioranza. Stiamo parlando del condono per le affissioni dei manifesti abusivi attaccati dai partiti durante le campagne elettorali.
Ricordare la dinamica dei fatti, in questi casi, e' istruttivo. Per evitare lo scempio civico e urbano che in passato, durante le campagne elettorali aveva trasformato le nostre citta' in discariche di manifesti col faccione di turno, piu' o meno tutti i partiti negli ultimi decenni hanno preso l'abitudine di sottoscrivere davanti al Prefetto delle loro citta' un impegno a rispettare gli spazi appositamente adibiti, gratuiti e numerosi, impiantati dalle specifiche amministrazioni comunali, e, all'interno di questi, rispettare gli spazi assegnati ad ogni partito. Quasi tutti (specialmente i piu' grossi partiti di governo e di opposizione) hanno sempre fatto attaccare i manifesti in ogni luogo: coprendo gli spazi adibiti ad altri concorrenti elettorali, fino a imbrattare i muri anche dove non c'erano gli spazi appositi. Piu' o meno per forza, le singole amministrazioni hanno emesso multe (spesso si trattava di infrazioni contro il partito dello stesso Sindaco), che non sono state pagate, perche' commisurate (in modo ingente) alle infrazioni commesse. E' da ricordare che stiamo parlando di partiti che poi hanno tutti usufruito del finanziamento pubblico dei partiti (estorto a contribuenti che, ogni volta che sono stati chiamati a dire la propria con un referendum, hanno sempre bocciato qualunque legge in materia con maggioranze impeccabili, ma che puntualmente si sono ritrovati una legge che, votata da maggioranza e opposizione in Parlamento, diceva sempre il contrario).
Se ci fosse un minimo di dignita' e rispetto civico, buon senso vorrebbe che questi soldi che percepiscono dal finanziamento pubblico, con una sorta di operazione di partita di giro, tornassero al mittente per le infrazioni commesse con le affissioni abusive.
Invece no.
Perche' la logica di questo condono e' la stessa delle leggi sul finanziamento pubblico. Si chiama arroganza del potere.
Ogni contribuente ne tragga le conclusioni che crede.
A noi, essenzialmente, il compito di ricordare come nasce, come cresce e come si trasforma quel diritto che, passando per questo voto, diventa carta straccia.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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