LA POLITICA DEI PREZZI DEL PRESIDENTE ROMANO PRODI
ANALISI PATERNALISTE SENZA POLITICA PER I CONSUMATORI
Firenze, 5 Maggio 2002. Il presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, intervenendo a Padova nell'ambito della fiera Civitas, ha esternato la sua politica dei prezzi, dicendosi preoccupato dell'aumento del costo della vita grazie all'introduzione dell'euro, pur non avendo avuto una verifica da una sistematicita' di questi aumenti. "…il mio e' un invito fortissimo all'attenzione che si e' un po' allentata. Molti consumatori non badano piu' ai centesimi come facevano nei primi giorni e c'e' chi ne approfitta. … E invece bisogna continuare a fare i paragoni con i prezzi precedenti".
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Diamo un caloroso benvenuto al presidente della Commissione, nel mondo di coloro che toccano quotidianamente con mano e con tasca cosa, fino a questo momento, ha significato l'introduzione dell'euro, ma non ce ne voglia il presidente Romano Prodi se non possiamo non sottolineare che probabilmente, piu' che dei consumatori, la colpa e la responsabilita' degli aumenti "fuori-controllo" e' di chi e' investito di responsabilita' di governo, locale, nazionale e comunitario. E' anche probabilmente vero che i consumatori fanno meno attenzione ai centesimi rispetto alle prime settimane dell'introduzione dell'euro, ma i prezzi non aumentano perche' il commerciante o l'erogatore (privato e pubblico) di un servizio, complice la distrazione del consumatore, "frega" sul resto, ma perche' il prodotto o il servizio costano di piu' (arrotondato o meno che sia il prezzo).
E perche' costano di piu'? Probabilmente anche perche' cio' che impedisce al presidente Prodi di cogliere la sistematicita' di questi aumenti, non e' una carenza casuale ma voluta. Si e' mai chiesto il nostro presidente perche' l'Istat non risponde mai alle annose richieste di verifica dei suoi sistemi di raccolta e di calcolo? E stiamo parlando di una istituzione sotto il controllo del Governo che sforna dati su cui si basano le scelte di politica economica nazionale; dati che poi vanno a finire anche all'Eurostat, che serve per prendere altrettante decisioni a livello comunitario.
Carenze, quindi, non legate all'approssimazione italica di snobbare gli spiccioli (che comunque c'e', ma non ci sembra determinante), ma perche' il sistema non e' in grado di fotografare la quotidianita': una scelta che, visti i tempi di denuncia e non risposta, a questo punto ci pare proprio voluta.
Il discorso del presidente Prodi a Padova, percio', ci appare solo uno sberleffo paternalistico, da presunto padre della patria che chiede ai suoi patrioti di stare piu' attenti e di collaborare tutti al superamento del difficile momento della nuova patria. Ma Romano Prodi si accorge di parlare a se stesso, perche' i patrioti non ci sono, cosi' come non c'e' la patria? I consumatori non sono patrioti, ma soggetti economici che, per esempio, se un oggetto e' fatto meglio in Giappone, e costa anche meno, lo preferiscono volentieri pur di fronte a qualunque offerta autarchica che dovesse servire a salvare qualcosa che sovrintendesse all'esistenza del tutto (la patria, per l'appunto). Ed e' a questi soggetti economici, a questi consumatori che bisogna parlare, non a se stessi facendo finta di comprendere i problemi: una finzione che non puo' essere tale nel momento in cui all'analisi non segue la politica, che e' proprio quello che continua a fare il presidente della Commissione Ue Romano Prodi.
Firenze, 5 Maggio 2002. Il presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, intervenendo a Padova nell'ambito della fiera Civitas, ha esternato la sua politica dei prezzi, dicendosi preoccupato dell'aumento del costo della vita grazie all'introduzione dell'euro, pur non avendo avuto una verifica da una sistematicita' di questi aumenti. "…il mio e' un invito fortissimo all'attenzione che si e' un po' allentata. Molti consumatori non badano piu' ai centesimi come facevano nei primi giorni e c'e' chi ne approfitta. … E invece bisogna continuare a fare i paragoni con i prezzi precedenti".
Interviene il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito.
Diamo un caloroso benvenuto al presidente della Commissione, nel mondo di coloro che toccano quotidianamente con mano e con tasca cosa, fino a questo momento, ha significato l'introduzione dell'euro, ma non ce ne voglia il presidente Romano Prodi se non possiamo non sottolineare che probabilmente, piu' che dei consumatori, la colpa e la responsabilita' degli aumenti "fuori-controllo" e' di chi e' investito di responsabilita' di governo, locale, nazionale e comunitario. E' anche probabilmente vero che i consumatori fanno meno attenzione ai centesimi rispetto alle prime settimane dell'introduzione dell'euro, ma i prezzi non aumentano perche' il commerciante o l'erogatore (privato e pubblico) di un servizio, complice la distrazione del consumatore, "frega" sul resto, ma perche' il prodotto o il servizio costano di piu' (arrotondato o meno che sia il prezzo).
E perche' costano di piu'? Probabilmente anche perche' cio' che impedisce al presidente Prodi di cogliere la sistematicita' di questi aumenti, non e' una carenza casuale ma voluta. Si e' mai chiesto il nostro presidente perche' l'Istat non risponde mai alle annose richieste di verifica dei suoi sistemi di raccolta e di calcolo? E stiamo parlando di una istituzione sotto il controllo del Governo che sforna dati su cui si basano le scelte di politica economica nazionale; dati che poi vanno a finire anche all'Eurostat, che serve per prendere altrettante decisioni a livello comunitario.
Carenze, quindi, non legate all'approssimazione italica di snobbare gli spiccioli (che comunque c'e', ma non ci sembra determinante), ma perche' il sistema non e' in grado di fotografare la quotidianita': una scelta che, visti i tempi di denuncia e non risposta, a questo punto ci pare proprio voluta.
Il discorso del presidente Prodi a Padova, percio', ci appare solo uno sberleffo paternalistico, da presunto padre della patria che chiede ai suoi patrioti di stare piu' attenti e di collaborare tutti al superamento del difficile momento della nuova patria. Ma Romano Prodi si accorge di parlare a se stesso, perche' i patrioti non ci sono, cosi' come non c'e' la patria? I consumatori non sono patrioti, ma soggetti economici che, per esempio, se un oggetto e' fatto meglio in Giappone, e costa anche meno, lo preferiscono volentieri pur di fronte a qualunque offerta autarchica che dovesse servire a salvare qualcosa che sovrintendesse all'esistenza del tutto (la patria, per l'appunto). Ed e' a questi soggetti economici, a questi consumatori che bisogna parlare, non a se stessi facendo finta di comprendere i problemi: una finzione che non puo' essere tale nel momento in cui all'analisi non segue la politica, che e' proprio quello che continua a fare il presidente della Commissione Ue Romano Prodi.
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