LE POLITICHE DEL MINISTRO MARZANO CONTRO I CONSUMI E I CONSUMATORI, IN NOME DEL LIBERAL/POPULISMO DEMAGOGICO
Firenze, 4 Luglio 2002. Il ministro delle Attivita’ Produttive, Antonio Marzano, nel suo intervento all’assemblea della Confcommercio ha pensato bene di continuare e confermare il filone che aveva gia’ esplicita nell’assemblea dell’Isvap (invitando le assicurazioni a non guadagnare troppi soldi dalla loro attivita’), cioe’ quello liberal/populista. Ma ad un livello tale che, neanche dove il liberal/populismo e’ di casa (America Latina), oserebbe mai. Se pero’ si trattasse solo di una sua lezione (quando insegnava all’Universita’), faremmo spallucce, ma chi parla e mette in opera (o non fa alcunche’) e’ il ministro di uno dei piu’ importanti dicasteri del nostro Governo, con tutte le conseguenze che questo possa significare sulle politiche, in particolare quelle dei consumi. Perche’ e’ su queste politiche che il nostro ministro fa esercizio didattico.
Nel nostro caso il ministro, convinto (senza dire perche’) che i dati dell’Istat sul carovita siano oro colato, e che chi parla di aumenti con la scusa degli arrotondamenti in euro stia solo fantasticando (e anche qui non dice perche’), si e’ prodigato in una performance terzomondista che neanche l’attuale Sindaco di Roma Walter Veltroni (ce ne scusi il primo cittadino romano, ma in questo caso non ce l’abbiamo con lui, e’ solo un esempio) avrebbe osato dopo il suo famosissimo viaggio in Africa di qualche anno fa.
Praticamente Marzano ha detto ai commercianti che, se proprio non possono fare a meno di arrotondare, facciano si’ pagare ai consumatori il prezzo delle loro offerte, ma trattengano per se’ solo il presunto giusto prezzo decurtato degli arrotondamenti che, invece, e’ bene finiscano in un salvadanaio per salvare i bimbi dell’Africa dalla fame.
Questi salvadanai per l’Africa (e non solo) sono molto diffusi sui vari banconi degli esercizi commerciali, e dobbiamo fare un plauso al ministro perche’ e’ riuscito a trovare il modo per impinguarli obbligatoriamente, con il commerciante nella figura di facente funzione esattore. Non solo, ma con questo contributo obbligatorio, il ministro ha anche trovato il metodo di farsi pagare il lavaggio della sua coscienza dai consumatori. Non crediamo sia il caso di mettersi a disquisire sui metodi per evitare che i bimbi del Terzo Mondo muoiano di fame, ma stigmatizzare la demagogia populista del nostro ministro ci sembra proprio un dovere per la funzione che assolviamo in quanto associazione di consumatori.
Quindi i prezzi aumentati non esistono –dice il ministro- e cogliamo l’occasione dell’euro per diventare tutti piu’ buoni. Questo e’ il ministro delle Attivita’ Produttive! Monopoli e tasse eccessive? Non esistono! Protezionismo economico (soprattutto contro i prodotti dei Paesi del Terzo Mondo a cui magari si chiede di estirpare le coltivazioni di coca e papavero da oppio non dandogli la possibilita’ di vendere sui nostri mercati i prodotti agricoli di coltivazioni sostitutive)? Non esiste! I dati dell’Istat sono un talmud e cogliamo l’occasione per unire questo utile al dilettevole (del suo liberalesimo populista e damagogico).
Cosa gli raccontiamo oggi a quei consumatori che a migliaia ci scrivono per lamentare gli aumenti con la scusa degli arrotondamenti dell’euro? Di essere piu’ felici perche’ daranno obbligatoriamente i loro spiccioli per salvare la vita dei bimbi dell’Africa.
Grazie ministro Antonio Marzano: la politica dei consumi e dei suoi diritti aveva proprio bisogno di un autista come lei, che guida a fari spenti nella notte per vedere se poi e’ tanto difficile morire.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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