PREZZI ISTAT/EURISPES
C'E' PIU' DI QUALCOSA CHE NON CONVINCE E CHE NON CONVIENE, A NESSUNO.
IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE CON URGENZA
Firenze, 3 gennaio 2002. I dati Eurispes sull'aumento di alcuni prodotti alimentari di largo consumo, al di la' dell'effetto shock rispetto a quelli dell'Istat e dei raffronti mentali che ognuno cerca di fare con la propria quotidianita' di consumatore, hanno due aspetti che lasciano perplessi.
Il primo e' quando l'Eurispes dice due cose che si contraddicono a vicenda. Da una parte dice "se avessimo usato il metodo dell'Istat, l'aumento medio non sarebbe stato del 29%, ma del 13%" (quindi sempre maggiore del 3,8% ufficiale dell'Istat su questi specifici prodotti), dall'altra che le rilevazioni dell'Istat sono oscure in quanto non si conoscono i metodi che utilizza. Domanda: da dove salta fuori questo 13%? Se non conoscono il metodo Istat .... Questo e' l'aspetto che lancia una non indifferente ombra di dubbio su questi dati. E che ci fa sottolineare che, proprio perche' si tratta di dati che nascono in polemica e contraddizione con l'Istat e il suo metodo, se si desidera che siano valutati con credibilita', bisogna che, PRIMA DI TUTTO, abbiano quella caratteristica che l'Istat non ha, cioe' la TRASPARENZA DEL METODO. Altrimenti, la tradizionale battuta toscana "cencio dice male di straccio", e' la prima verace espressione che ci viene.
Il secondo aspetto e' quello della convenienza. A chi serve avere dati ufficiali che parlano del 3,8% e dati non-ufficiali che parlano del 29%? Una domanda che non facciamo, ovviamente; all'Eurispes (che fa il suo mestiere, pur con i dubbi di cui sopra), ma a chi ci governa e che, direttamente, e' responsabile dell'attivita' dell'Istat. Serve, come stanno facendo diversi esponenti del Governo, fare muro sulla presunta poca attendibilita' dei dati Eurispes, e richiamarsi ai metodi unificati dell'Ue?
Noi conveniamo che e' interesse comune (di chi governa e di chi e' governato) avere dati uguali di riferimento, ma se c'e' qualcosa che non va, il muro non ci sembra la soluzione. Anzi. E non essendo una questione nata ieri, trascinarsela serve solo a discreditare Governo e istituzioni.
Quindi aspettiamo che il Governo prenda provvedimenti urgentissimi in materia. Che poi giudicheremo rispetto al nostro osservatorio di associazione di consumatori. Ma stare arroccati, con contraltare i dati non trasparenti dell'Eurispes, porta solo allo sfascio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE CON URGENZA
Firenze, 3 gennaio 2002. I dati Eurispes sull'aumento di alcuni prodotti alimentari di largo consumo, al di la' dell'effetto shock rispetto a quelli dell'Istat e dei raffronti mentali che ognuno cerca di fare con la propria quotidianita' di consumatore, hanno due aspetti che lasciano perplessi.
Il primo e' quando l'Eurispes dice due cose che si contraddicono a vicenda. Da una parte dice "se avessimo usato il metodo dell'Istat, l'aumento medio non sarebbe stato del 29%, ma del 13%" (quindi sempre maggiore del 3,8% ufficiale dell'Istat su questi specifici prodotti), dall'altra che le rilevazioni dell'Istat sono oscure in quanto non si conoscono i metodi che utilizza. Domanda: da dove salta fuori questo 13%? Se non conoscono il metodo Istat .... Questo e' l'aspetto che lancia una non indifferente ombra di dubbio su questi dati. E che ci fa sottolineare che, proprio perche' si tratta di dati che nascono in polemica e contraddizione con l'Istat e il suo metodo, se si desidera che siano valutati con credibilita', bisogna che, PRIMA DI TUTTO, abbiano quella caratteristica che l'Istat non ha, cioe' la TRASPARENZA DEL METODO. Altrimenti, la tradizionale battuta toscana "cencio dice male di straccio", e' la prima verace espressione che ci viene.
Il secondo aspetto e' quello della convenienza. A chi serve avere dati ufficiali che parlano del 3,8% e dati non-ufficiali che parlano del 29%? Una domanda che non facciamo, ovviamente; all'Eurispes (che fa il suo mestiere, pur con i dubbi di cui sopra), ma a chi ci governa e che, direttamente, e' responsabile dell'attivita' dell'Istat. Serve, come stanno facendo diversi esponenti del Governo, fare muro sulla presunta poca attendibilita' dei dati Eurispes, e richiamarsi ai metodi unificati dell'Ue?
Noi conveniamo che e' interesse comune (di chi governa e di chi e' governato) avere dati uguali di riferimento, ma se c'e' qualcosa che non va, il muro non ci sembra la soluzione. Anzi. E non essendo una questione nata ieri, trascinarsela serve solo a discreditare Governo e istituzioni.
Quindi aspettiamo che il Governo prenda provvedimenti urgentissimi in materia. Che poi giudicheremo rispetto al nostro osservatorio di associazione di consumatori. Ma stare arroccati, con contraltare i dati non trasparenti dell'Eurispes, porta solo allo sfascio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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