Sabato 6 giugno 2026
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PREZZI: MENO TASSE PER I NEGOZIANTI CHE RISPETTANO I LISTINI?

Comunicato ·


E' ILLEGGITTIMO.

Roma, 29 Agosto 2002. Non occorre essere un luminare di diritto amministrativo per sapere che premiare con tasse piu' basse i commercianti che rispettano un listino dei prezzi concordato, e' palesemente illegittimo. E' come mettere una tassa sui cattivi ed esentarne i buoni o imporre un contributo ai capelluti ed escluderne i calvi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. Nel caso specifico l'abolizione della tassa sulle insegne (ci voleva l'aumento dei prezzi per abolirla!) non puo' essere applicata ai commercianti furbi ed esclusa agli onesti. Qualsiasi commerciante furbo ricorrerebbe alla magistratura con la certezza di averla vinta. Al danno seguirebbe la beffa: per i commercianti corretti, per i consumatori e per la pubblica amministrazione. L'accordo sottoscritto tra il Comune di Roma e le rappresentanze delle associazioni di commercianti e produttori vale quel che vale: promesse. In questo accordo manca l'elemento essenziale per i contravventori, la sanzione. Non e' detto che debba essere pecuniaria (non sarebbe possibile perche' l'intesa non ha valore di legge). L'ostracismo puo' essere un mezzo, ma chi se ne assume la responsabilita'? Non certo il Comune, per ovvi motivi di consenso e perche' risulterebbe una indebita ingerenza. Potrebbero farlo i commercianti stessi, ma ne avrebbero il coraggio? Dubitiamo. Non rimangono che i consumatori, che adeguatamente informati (conoscere per deliberare!), potranno indirizzare le loro scelte, premiare i commercianti corretti e risparmiare sulla spesa. E' questo il compito al quale chiamiamo il Comune di Roma: informare diffusamente i cittadini sui prezzi e sulla qualita' dei prodotti e lasciare che sia il mercato ad autoregolarsi. In piu', se il Comune intervenisse su alcune vessazioni (vedi tassa sulle insegne, orari, aperture domenicali,ecc.) e diminuisse alcuni "prezzi" (es. ICI), probabilmente darebbe un contributo alla stabilizzazione dei costi, certamente piu' effettivo di quello paventato con il protocollo di intesa sottoscritto con commercianti e produttori.
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