Venerdì 5 giugno 2026
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QUOTE LATTE VIOLATE CHE TUTTI DOBBIAMO PAGARE, NON SOLO CHI HA VIOLATO LA NORMA. UNA POLITICA ECONOMICA VERSO DOVE?

Comunicato ·

Firenze, 7 Febbraio 2003. E' deciso: le multe per le quote latte sforate rispetto ai livelli stabiliti dall'Ue (che riguarda il 93% dei produttori), saranno pagate da questi ultimi solo al 25%, mentre il restante lo pagheremo tutti noi, anche quelli che sul latte non ci guadagnano un centesimo, ma, anzi, che hanno un rapporto con questo alimento solo nel momento in cui lo acquistano, cioe' quando lo pagano. Quindi il consumatore si ritrovera' a pagarlo due volte: uno quando decide di acquistarlo, e un'altra volta attraverso i soldi che l'Erario dovra' versare a Bruxelles.
Che ognuno ne faccia tesoro. Ricordandosi come si e' arrivati a questa decisione, dopo anni di autostrade e stazioni bloccate da trattori e mucche Ercoline, dove, chi ne e' rimasto coinvolto, ha anche pagato il prezzo per questi blocchi (quindi, rispetto al consumatore che ha pagato due volte, quest'ultimo e' tra coloro che hanno pagato tre volte il loro latte).
Quale sara' la prossima categoria a cui dovremo pagare le multe? Avanti il prossimo. E poi: cosa succedera', sempre per i produttori di latte, nei prossimi anni quando sforeranno di nuovo le quote Ue? Nuove multe, ovviamente. E quindi nuove occupazioni di autostrade e stazioni, nuove Ercoline e ancora soldi di tutti noi per i loro problemi. Che non sono da poco. Perche' i produttori di latte hanno sostanzialmente ragione ad opporsi alla politica delle quote, ma passano dalla parte del torto quando, dovendo individuare la loro controparte, considerano quest'ultima come, per l'appunto, una mucca. Ma in senso figurato, cioe' una entita' da cui mungere il denaro per sopravvivere. Non, come logica economica minimale vorrebbe, per esigere che siano modificate le regole di un gioco (le quote) che cosi' come sono (o per il fatto stesso che esistono) sono solo un patimento sociale ed economico per tutti.
C'e' un impegno e delle iniziative dell'Italia per abolire le quote comunitarie? Se ci sono (e forse in qualche vago discorso del ministro agricolo di turno non possono mancare . le elezioni e le sagre di partito, ogni tanto, ci sono per tutti) sono impercettibili e ben nascoste.
Ma dove ci portera' questa politica di dipendenza dai produttori del centro e nord Europa? A continuare a far pagare i produttori italiani e tutti i consumatori, sempre italiani? Per garantire chi e cosa? Quali mercati e quali consumatori? Quelli italiani, sicuramente no! Quelli europei? Un fantasma si aggira per il Vecchio Continente: i produttori europei di latte e i consumatori europei .
No, proprio non ci siamo. Dove ci porta questa politica agricola e dei prezzi?
Per ora ci sta dando ore perse di lavoro per i produttori, scioperi di questi ultimi con danni per se' e per i consumatori. E un mercato che, per il fatto stesso che abbia un principio di quota di produzione da non sforare, e' di per se' destinato a rendere insoddisfatti i piu' a esclusivo vantaggio dei pochi piu' forti.
No, proprio non ci siamo.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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