Giovedì 4 giugno 2026
Menu

RAPPORTO CENSIS E CONSUMATORI

Comunicato ·
CI VOGLIONO REGOLE E CERTEZZE AL LIVELLO DEI CONSUMI

Firenze, 6 Dicembre 2002. Secondo l'ultimo rapporto Censis il consumatore italiano sembra sempre piu' "global" e trova nello shopping uno dei modi migliori per ottenere soddisfazione e gratificazione. E' attratto dalle marche famose, cerca il lusso e lo status symbol, anche se un quarto dei consumatori si contiene a causa delle scarse disponibilita' economiche.
Una fotografia che ha come contraltare una sorta di vuoto normativo e legislativo che, essenzialmente, significa incertezza.
Se e' molto facile e semplice acquistare un prodotto di importazione, di fabbricazione in un Paese dell'Unione, o per via telematica nel posto piu' sperduto di questo mondo, non e' altrettanto facile e semplice avere garanzie che questo prodotto sia come dovrebbe essere da un punto di vista della qualita' e della sicurezza. Se poi ci dovesse essere un disguido e il consumatore avesse necessita' di modificare, cambiare o farsi rimborsare, la certezza diventa ancora piu' precaria, perche' l'unica e' solo in caso di un rapporto con un venditore italiano.
Quindi al processo di globalizzazione dei consumi delineato dal rapporto del Censis, non corrisponde affatto un processo di globalizzazione delle certezze e dei diritti.
E la situazione peggiora sempre di piu': se da un punto di vista delle merci il consumatore e' giustamente sempre piu' attratto e tentato da cio' che una volta era molto difficile procurarsi (anche perche' faceva parte di modelli di vita lontani e sconosciuti) e quindi acquista e nella sua quotidianita' e' sempre piu' circondato da oggetti di questo mercato, il suo potere contrattuale si assottiglia sempre di piu'.
La responsabilita' di questa situazione e' essenzialmente in chi ci governa e in chi ci rappresenta politicamente nelle varie istituzioni. Che sembrano piu' interessati ai dibattiti e confronti tra global e no-global che non ad amministrare un esistente che, idee a parte, e' quello che ha fotografato il Censis, con l'aggiunta della nostra valutazione sulle certezze.
Se si va a chiedere a qualunque politico in merito al suo interesse sulle politiche dei consumatori, non si potra' non avere che una risposta positiva, con ampie aperture e disponibilita' su tutto lo scibile che rientra nei suoi poteri, siano essi locali, regionali, nazionali o comunitari. Ma quando dal dire si passa al fare, c'e' una sorta di "fuggi-fuggi" collettivo e la conferma che ognuno sta dietro alle questioni del proprio partito o dei grandi discorsi generali che tanto riempiono la coscienza, ma lasciano le tasche vuote, dei consumatori nella fattispecie.
E' quella che politicamente viene definita mancanza di pragmatismo. Per cui, per esempio, i parlamentari europei italiani si adeguano a norme comunitarie sull'olio di oliva che penalizzano proprio i consumatori italiani, o cantano come vittoria l'etichettatura alimentare che non segnala la presenza di Ogm se non in percentuale superiore allo 0,9, o ritengono un gran successo dare il marchio doc al tabacco mentre mettono al bando qualunque pubblicita' dello stesso, o continuano a tollerare che il marchio CE (conformita' europea) sui prodotti anche di importazione da Paesi extra-Ue sia un'autocertificazione senza assunzione di responsabilita' da parte del produttore.
Potremmo continuare a iosa con esempi e "lamentele", ma ci fermiamo.
Quello che ci preme e' cogliere l'occasione di questo rapporto Censis per fotografare la realta' con gli occhi di una associazione di consumatori, per richiamare alle proprie funzioni chi dovrebbe garantire le certezze e i diritti e impegnarsi per crearli li' dove non ci sono.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →