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RC-AUTO: L’INUTILE RIFORMA DEL MINISTRO MARZANO

Comunicato ·



Firenze, 27 Agosto 2002. Sembra quasi che la riforma del ministro delle Attivita’ Produttive, Antonio Marzano, sulla questione Rc-auto sia il toccasana del settore. E il ministro che teme che la sua stessa maggioranza non la fara’ passare, parla addirittura di decreto legge. Forse si rende conto che sono in diversi in Parlamento che non vogliono che nel settore "foglia si muova". Perche’, nella piu’ consolidata tradizione dell’economia italiana, la ricchezza nasce dalle rendite di posizione conquistate in anni di gestione e di potere, piuttosto che dal mercato, dalla sua mobilita’ e dalla capacita’ dei proponenti di offrire prodotti al ritmo della domanda.
Ma il fatto che il ministro Marzano si renda conto e cerchi di sconfiggere questi poteri, con la riforma prevista in quella legge, non portera’ a nulla.
E la prospettiva continuera’ ad essere di peggioramento e di ulteriore impazzimento del finto mercato.
Certamente sono provvedimenti positivi quelli che prevedono, per esempio, la semplificazione e l’accelerazione delle modalita’ di risarcimento del danno, come l’allargamento del cid ai danni fisici e una maggiore diffusione della franchigia con la previsione di specifiche garanzie per il recupero della stessa. Cosi’ com’e’ inutile l’obbligo per ogni compagnia ad avere un sito Internet in cui fare preventivi personalizzati (gia’ ci sono e la situazione e’ quella che e’). Cosi’ come e’ da schizofrenia burocratica prevedere l’istituzione di una commissione presso il ministero delle Attivita’ Produttive col compito di "monitorare aumenti dei prezzi fuori del mercato e tentativi di elusione da parte delle compagnie" (e’ vietato avere prezzi alti? E a chi eludesse gli standard individuati, cosa gli fanno? Gli levano la licenza?). Una schizofrenia che e’ tale perche’ alla bisogna c’e’ gia’ l’Isvap, che non serve a nulla, tant’e’ che la cosa migliore sarebbe chiuderlo e risparmiare tutti i soldi che servono a mantenerlo. Invece no! Avremo due Isvap: ad una cosa inutile si aggiunge una sua fotocopia, che vuole dire solo avere due cose inutili. Proprio come succede, nell’ambito dei trasporti, dove il Pra svolge funzioni essenzialmente analoghe a quelle della motorizzazione civile, e il consumatore ne paga le spese, sballottato da un ufficio all’altro. Perche’ non dovrebbe essere cosi’ anche per l’Isvap e la nuova commissione prevista dalle legge Marzano?
Quindi, la tanto decantata riforma si presenta come una piccolissima razionalizzazione dell’esistente e un aggravio di quella burocrazia che, in teoria, dovrebbe servire ad aiutare l’assicurato in difficolta’.
Il problema e’ che questa proposta non affronta il problema li’ dov’e’, ma ci gira intorno. Un obbligo di assicurazione che puo’ essere rispettato rivolgendosi a chi fa le tariffe come gli pare e piace, col risultato di prendere il consumatore per il collo.
Le riforme, a nostro avviso, sono solo due: o si torna alle tariffe controllate o si leva l’obbligo di assicurazione. Nel primo caso si ammazza il mercato delle assicurazioni e si immette sul mercato un prodotto che qualitativamente andra’ sempre piu’ a scadere. Nel secondo caso si da’ nuovo vigore al settore, facendo piazza pulita degli incapaci e degli approfittatori, e nascera’ un mercato in cui il consumatore dovra’ essere stimolato all’acquisto (mentre oggi quando ci si assicura, sembra che ti facciano un piacere), e sara’ lo stesso consumatore a determinare il mercato.
Ma non sara’ cosi’, con quasi certezza. Pero’ che almeno queste cose si sappiano, perche’ per essere presi in giro con la paventata riforma che non riformera’, almeno ci sia la consapevolezza da parte di ognuno. Specialmente da parte di chi, avendo il potere di decidere, non lo faccia credendo di avere a che fare con sudditi inconsapevoli.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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