Giovedì 4 giugno 2026
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RC-AUTO: L’INUTILITA’ DELL’ISVAP E DELLE PROPOSTE DEL MINISTRO

Comunicato ·


LIBERARE IL MERCATO ABOLENDO L’OBBLIGO! OPPURE TORNARE INDIETRO SENZA PIU’ FINTE LIBERALIZZAZIONI MA SOLO MONOPOLIO

Firenze, 3 Luglio 2002. Giornata di relazione Rc-auto 2001 per l’Isvap, l’istituto di Stato che dovrebbe vigilare sulla correttezza del mercato assicurativo. Il neo-presidente Giancarlo Giannini, e’ stato esplicito: i sinistri pagati crescono del 2,1% mentre gli aumenti del premi sono del 6,6% (3,6 e 9,9 l’anno precedente), e nel suo candore ha ricusato qualunque ipotesi di mercato controllato, lamentando la futilita’ quantitativa’ dei sistemi sanzionatori, ribadendo l’allarme "Napoli" (anche 9 mila euro per assicurare un auto di 1300 cc per un giovane alla prima assicurazione), nonche’ presentando la sua rivoluzionaria proposta di consorziarie le strutture liquidative per abbattere i costi.
Gli ha fatto eco il ministro delle Attivita’ Produttive, Antonio Marzano: e’ giusto che le compagnie guadagnino, ma (oltre il dovuto, cioe’ le tasse) ne facciano beneficiare anche la comunita’ abbassando i premi. Dopo questa versione solidaristica/collettivista del liberalismo del nostro ministro, lo stesso ha detto tutto e il contrario dello stesso. A partire da un non meglio identificato invito che’ le aziende non guardino solo ai profitti nella loro politica dei prezzi, fino alle sue altrettanto rivoluzionarie proposte per –come dice lui- favorire concorrenza e trasparenza: l’obbligo di pubblicare le tariffe su Internet (ndr: come se gia’ non bastasse l’obbligo di per se’), l’introduzione del reato di truffa in assicurazione (come se gia’ non ci fosse), l’introduzione della norma antielusione, cioe’ sanzioni (quali, come e con quale diritto?) per chi chiede premi troppo alti (chi stabilisce il livello oltre il quale si parla di troppo?), e contemporaneamente (per smentire quanto teste’ detto) una commissione che valutera’ i casi di rialzi eccessivi. Una serie di norme che, secondo il nostro ministro, "daranno razionalita’ all’intero settore".
Per finire la giornata, e’ comparso anche il presidente dell’Ania (l’associazione delle compagnie assicurative) che ha detto la sua: tariffe stabili, forse in diminuzione.
Abbiamo quindi tre conferme: un’Isvap inutile e dannosa (non crediamo faccia recuperare agli assicurati neanche i soldi che lo Stato serve per mantenerla), un ministro che parla pur di dire qualcosa ma ben conscio (quando non si prende in giro da solo … l’invito alle aziende a non fare profitti ….) di dire nulla e che il suo Governo e il Parlamento non hanno nulla in programma, la corporazione monopolista delle assicurazioni (Ania) che fa la sua parte nel finto mercato liberalizzato in cui lucra senza qualita’ ed economicita’ d’offerta, ma solo grazie all’esistenza del consumatore/suddito obbligato a rivolgersi agli affiliati della corporazione.
Un quadro rabbrividente a cui ribadiamo si possono opporre solo due soluzioni: il ritorno al monopolio o l’abolizione dell’obbligo assicurativo. Cioe’ la fine del mercato delle assicurazioni e un tonfo verso il basso della qualita’ del servizio per i consumatori, oppure l’esaltazione della liberta’ di mercato per privilegiare aziende (che farebbero profitti senza doversi giustificare davanti al ministro liberal/paternalista/populista) e consumatori, consapevoli e liberi di scegliere chi premiare per le migliori offerte.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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