Giovedì 4 giugno 2026
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RIPARARE UN ELETTRODOMESTICO: COSTI SALATISSIMI

Comunicato ·



Roma, 5 giugno 2002. Riparare un elettrodomestico puo' costare molto, salatissimo. Iniziamo con la prima voce -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- che e' il diritto di chiamata, una voce che subito ci sfila dalle tasche come minimo 26 euro*. Alla chiamata si aggiunge il costo della manodopera, altri 29 euro l'ora (consigliamo ai giovani dinamici di valutare attentamente questa professione, perche' 8 ore al giorno di lavoro, per 20 giorni, fanno 4.640 euro al mese). C'e' il costo per l'eventuale ritiro e la riconsegna dell'elettrodomestico, altri 31 euro, ed infine un'aggiunta di 16 euro per lo smontaggio dell'elettrodomestico da incasso. Considerando un'ora di lavoro, fa un totale 102 euro, alle quali vanno aggiunti i costi per il pezzo di ricambio che, bene che vada, saranno di almeno 30 euro, e la fattura arriva a circa 132 euro (a cui c'e' da aggiungere l'Iva).
E' bene ricordare che ci sono maggiorazioni del 60-80% sul diritto di chiamata e sul costo di mano d'opera per interventi di lavoro straordinario e notturno (talvolta compreso anche il sabato).
I nostri consigli?
Innanzitutto, si possono ottenere informazioni rivolgendosi alle Associazioni artigiane provinciali o alle Camere di Commercio che dispongono degli elenchi di aziende (anche quelle di turno in momenti particolari, tipo l'estate o in orari "anomali") e, in molti casi, del listino dei prezzi e delle tariffe medie. Una volta individuata la ditta, chiedere tempi e modalità dell'intervento e, dopo il sopralluogo, pretendere il preventivo o, quantomeno, l'indicazione scritta del costo orario. Meglio lasciar perdere chi inventa vaghi pretesti per rifiutarsi di fare una stima delle riparazioni. Se si decide di accettare il preventivo, il riparatore, eseguita la riparazione, deve rilasciare la fattura o la ricevuta fiscale con tutti i costi in dettaglio.
Se pero' si scopre di aver pagato una cifra superiore alle normali tariffe, si puo' ricorrere alla Commissione di conciliazione presso la Camera di Commercio o al giudice di pace. Nei casi più gravi, in cui si ravvisa una probabile truffa, si può procedere anche ad una denuncia penale. In questi ultimi casi e' meglio chiedere anche un consiglio ad associazioni come la nostra, valutando anche rispetto al fatto che questo consiglio ve lo facciano pagare o meno. Non e' il caso dell'Aduc, a cui si puo' chiedere anche via E-mail: [email protected]
* i costi medi che riportiamo sono quelli indicati da Confartigianato sul proprio sito in Internet
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