SALDI, SALDI DELLE MIE BRAME, CHI E' CHE FREGA MEGLIO NEL REAME?
Firenze, 11 Gennaio 2002. Vendite a saldo partite, tutti contenti. Decaloghi e consigli dispensati, tutto a posto? Il consumatore puo' andare sicuro? Non proprio! Perche' la situazione di quest'anno e' diversa da quella degli anni passati. Quest'anno, dopo un anno di euro, e in particolare nei negozi d'abbigliamento (dove sono maggiormente concentrate le vendite a saldo), le vendite pre-natalizie non sono andate bene, perche' i commercianti -molto spesso- cio' che prima vendevano a 80 mila lire, lo hanno offerto a 80 euro, e siccome il consumatore non e' cosi' stupido come loro credono, li ha puniti acquistando meno. I commercianti, di conseguenza, hanno cominciato a proporre offerte promozionali anche prima del Natale. Ed ora, con le vendite a saldo, cosa succede, quali sconti su quali prezzi vengono applicati?
Questa che segue e' una delle numerosissime lettere che sono giunte al nostro servizio "Cara Aduc" di consulenza e informazione online. Che, a nostro avviso, ben sintetizza la situazione e l'umore del consumatore medio.
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Cara Aduc,
prima di porre la domanda vorrei dire cosa mi e' successo.
Prima di Natale, e quindi prima degli sconti o saldi, sono stata in un negozio abbastanza conosciuto della mia citta' ed ho notato un cappottino tre quarti con un prezzo al pubblico di euro138,00. In quel momento pur essendo interessata non l'ho potuto acquistare. Allora ho pensato di rimandare l'acquisto nel periodo degli sconti, qualora ci fosse ancora. Bene, stasera mi sono recata nello stesso negozio per verificare se c'era e quindi acquistarlo sicuramente ad un prezzo piu' conveniente. Ma la sorpresa e' stata sbalorditiva. Il cappottino non solo era fra i saldi ma era anche esposto in vetrina con un cartellino che indicava due prezzi e la percentuale di sconto applicata. In poche parole il cartellino riportava il costo prima della promozione pari a euro197.14 (naturalmente aumentato), la percentuale di sconto pari al 30% e il prezzo scontato pari a euro138.00. Insomma il prezzo di acquisto con lo sconto e' pari al prezzo di acquisto che io stessa avevo verificato prima di Natale.
E' mai possibile che i negozianti continuano a prenderci in giro?
E' mai possibile che un negozio di buona qualita' e buona fama continui a prendersi gioco dei clienti?
Adesso la domanda: e' giusto ed e' lecito che i negozianti facciano cio'? O bisogna avvertire gli organi competenti?
Grazie della cortese attenzione e della risposta immediata. sono molto furiosa di quanto accaduto.
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Ovviamente non c'e' alcun provvedimento legale che posa essere preso nei confronti di commercianti come questo. E il consiglio e' quello di andare a cercare altrove il cappottino e, comunque, di segnalare il comportamento alle associazioni di categoria della propria citta', nonche' alla Camera di Commercio, perche' quantomeno richiamino questi commercianti ad un comportamento meno furbo e da fregatura.
Ma questa rimane una delle realta' con cui il consumatore oggi deve fare i conti. E' quanto ci ha regalato la reazione bottegaia del Belpaese alla politica monetaria comunitaria.
E' bene che i consumatori ne tengano ben conto. Non solo -oggi- andando altrove a fare i propri acquisti, ma anche annotandosi questi negozi per cancellarlo dai propri potenziali acquisti futuri, cercando di far loro la peggiore propaganda presso amici e conoscenti, nonche scrivendo ai media locali.
I consumatori hanno il potere del non-acquisto, e queste sono occasioni in cui utilizzarlo. Per far capire alla controparte che una economia di mercato non e' fatta di furbi e allocchi, ma di due soggetti che, nel rispetto e nel riconoscimento delle loro reciproche potenzialita' economiche, hanno bisogno, onestamente e correttamente, uno dell'altro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Questa che segue e' una delle numerosissime lettere che sono giunte al nostro servizio "Cara Aduc" di consulenza e informazione online. Che, a nostro avviso, ben sintetizza la situazione e l'umore del consumatore medio.
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Cara Aduc,
prima di porre la domanda vorrei dire cosa mi e' successo.
Prima di Natale, e quindi prima degli sconti o saldi, sono stata in un negozio abbastanza conosciuto della mia citta' ed ho notato un cappottino tre quarti con un prezzo al pubblico di euro138,00. In quel momento pur essendo interessata non l'ho potuto acquistare. Allora ho pensato di rimandare l'acquisto nel periodo degli sconti, qualora ci fosse ancora. Bene, stasera mi sono recata nello stesso negozio per verificare se c'era e quindi acquistarlo sicuramente ad un prezzo piu' conveniente. Ma la sorpresa e' stata sbalorditiva. Il cappottino non solo era fra i saldi ma era anche esposto in vetrina con un cartellino che indicava due prezzi e la percentuale di sconto applicata. In poche parole il cartellino riportava il costo prima della promozione pari a euro197.14 (naturalmente aumentato), la percentuale di sconto pari al 30% e il prezzo scontato pari a euro138.00. Insomma il prezzo di acquisto con lo sconto e' pari al prezzo di acquisto che io stessa avevo verificato prima di Natale.
E' mai possibile che i negozianti continuano a prenderci in giro?
E' mai possibile che un negozio di buona qualita' e buona fama continui a prendersi gioco dei clienti?
Adesso la domanda: e' giusto ed e' lecito che i negozianti facciano cio'? O bisogna avvertire gli organi competenti?
Grazie della cortese attenzione e della risposta immediata. sono molto furiosa di quanto accaduto.
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Ovviamente non c'e' alcun provvedimento legale che posa essere preso nei confronti di commercianti come questo. E il consiglio e' quello di andare a cercare altrove il cappottino e, comunque, di segnalare il comportamento alle associazioni di categoria della propria citta', nonche' alla Camera di Commercio, perche' quantomeno richiamino questi commercianti ad un comportamento meno furbo e da fregatura.
Ma questa rimane una delle realta' con cui il consumatore oggi deve fare i conti. E' quanto ci ha regalato la reazione bottegaia del Belpaese alla politica monetaria comunitaria.
E' bene che i consumatori ne tengano ben conto. Non solo -oggi- andando altrove a fare i propri acquisti, ma anche annotandosi questi negozi per cancellarlo dai propri potenziali acquisti futuri, cercando di far loro la peggiore propaganda presso amici e conoscenti, nonche scrivendo ai media locali.
I consumatori hanno il potere del non-acquisto, e queste sono occasioni in cui utilizzarlo. Per far capire alla controparte che una economia di mercato non e' fatta di furbi e allocchi, ma di due soggetti che, nel rispetto e nel riconoscimento delle loro reciproche potenzialita' economiche, hanno bisogno, onestamente e correttamente, uno dell'altro.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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