SARS: MA DOVE VOGLIAMO ARRIVARE CON LA PREVENZIONE?
MUOVERSI CON MOLTO ANTICIPO SVILUPPANDO UN CLIMA DI SERENA PARTECIPAZIONE DELLA POPOLAZIONE. ALTRIMENTI IN AUTUNNO SARA' IL CAOS
Firenze, 14 Maggio 2003. Non e' chiaro dove le politiche preventive per la polmonite acuta intendano arrivare. Nel mondo, in Europa e in Italia. Ogni giorno leggiamo di centinaia di persone che sono rinchiuse in quarantena piu' o meno con la forza. E che questa situazione abbia dei risvolti anche nel nostro quotidiano, e' dimostrato dal fatto che anche in Italia cominciano ad avanzare le proposte per lazzeretti di quarantena accanto agli aeroporti, oltre ai non secondari danni economici che tutto cio' che ha a che fare con l'Oriente si trascina.
Se la situazione continuera' ad essere questa, vediamo all'orizzonte cose molto drammatiche. E non ci sono alternative, perche' non crediamo che ci saranno vaccini da qui a breve, per cui dovremo in qualche modo adattarci a vivere con questo pericolo. Questo significa che la fobia oggi diffusissima ogni volta che si incrocia per strada un essere umano con gli occhi a mandorla, o che porta qualcuno anche a dire di non acquistare oggetti che vengono da quella parte del mondo, non appena la stagione non sara' piu' clemente come in questo periodo, ma si avvicinera' il tempo dei raffreddori e dell'influenza, il nostro sistema sanitario esplodera' e la fobia diventera' come minimo terrore. Se gia' oggi, nelle scuole in cui c'e' qualche bambino con gli occhi a mandorla, i genitori di bambini senza questi occhi a mandorla cominciano a non voler piu' mandare i loro figli a scuola, cosa succedera' in autunno, quando questi bambini ritenuti portatori di virus cominceranno ad avere qualche linea di febbre o a fare qualche colpo di tosse come in tutte le stagioni autunnali di tutti i bambini? Presumiamo come minimo una generale evacuazione. Inoltre, se oggi in aeroporto chi transita con un minimo sintomo influenzale e' portato direttamente al piu' vicino ospedale, cosa succedera' in autunno? Saranno finalmente costruiti i lazzeretti che qualche nostalgico dei campi di reclusione auspica?
E non ci sembra di essere catastrofici, ma solo di guardare avanti con il senno di oggi. Quindi sono da valutare velocemente, in termini attuativi e non teorici, le proposte gia' avanzate per una vaccinazione di massa dall'influenza, in modo da scartare non pochi soggetti da un eventuale coinvolgimento nel sospetto di Sars. Non solo, ma, anche se a qualcuno puo' sembrare pleonastico, occorre che in tutti i luoghi di frequentazione pubblica (soprattutto scuole e luoghi di lavoro) siano distribuiti ospuscoli con istruzioni di prevenzione.
Tutto in un clima di serenita' e coinvolgimento razionale della popolazione; clima che puo' nascere solo se si parte con molto anticipo. Infatti non vorremmo che il sopraggiungere della bella stagione, dove i sintomi delle malattie da raffreddamento sono decisamente marginali, faccia abbassare la flebile guardia alzata fino ad oggi, per poi ritrovarsi a ridosso del problema con scarsissimi strumenti e un intasamento che non giova ad alcuno: a chi deve stimolare alla prevenzione come a chi e' oggetto di questa prevenzione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti