SCANDALO MANGIMI E SCIROPPI ALL’ORMONE VIETATO
ORA CHE SI CONOSCE DA DOVE HA ORIGINE, LE AUTORITA’ ITALIANE E COMUNITARIE DEVONO INFORMARCI SULLA SITUAZIONE. RICHIESTA DELL’ADUC
Firenze, 18 Luglio 2002. L’Agenzia irlandese per la Protezione dell’Ambiente (Epa) ha comunicato che la contaminazione con l’ormone della crescita MPA ha avuto origine da un errore avvenuto in uno stabilimento del laboratorio farmaceutico americano Wyeth, che ha sede a sud di Dublino nella citta’ di Newbridge. In questa azienda una soluzione zuccherina e’ stata erroneamente etichettata come sostanza da inserire in un "elenco verde", e sotto questa etichetta –sbagliata- e’ partita e poi approdata all’azienda belga Bioland (con sede in Olanda), che e’ al centro dell’affare del MPA nei mangimi, nella carne e nello sciroppo. Un affare che coinvolge molti Paesi europei.
E’ bene ricordare che il MPA e’ un ormone dello sviluppo (usato anche nelle terapie di sostituzione ormonale della menopausa femminile) vietato nell’Ue, ma legale in Usa, Australia e Nuova Zelanda. La sua presenza e’ stata rilevata nei mangimi per maiali in Olanda. Non solo, ma le autorita’ belghe hanno trovato tracce di MPA anche in sciroppi forniti dalla Bioland a due aziende di bibite analcoliche. Secondo gli esperti, il MPA potrebbe causare sterilita’ negli esseri umani.
Questa vicenda non ha avuto, fino ad oggi, molto risalto in Italia, perche’ genericamente, si e’ creduto che fosse una questione territorialmente circoscritta. Le autorita’ tedesche sono ai ferri corti con quelle belghe, accusate di essere superficiali nei controlli. In Italia abbiamo avuto dichiarazioni del ministro delle Politiche Agricole, che tutto e’ sotto controllo. Ma siccome e’ viva la memoria di coloro che, agli albori dello scandalo "mucca pazza", ci dicevano che in Italia non c’erano problemi, preferiamo non essere tranquilli e porre alcune domande alle nostre autorita’.
Fino ad oggi non si sapeva dell’origine di questa contaminazione e quindi si navigava a naso, immaginiamo "controllicchiando" qui e la’. Ma oggi ci sono precise indicazioni, e lo domande che necessitano di risposte possono essere precise: Queste soluzioni zuccherine con etichette sbagliate, partite dall’azienda Wyeth di Newbridge, sono andate solo alla Bioland in Olanda? Quali ricerche sono state fatte (e con quali risultati) sui rapporti commerciali e sulle spedizioni della Wieth? E la Bioland (che e’ un’azienda in fallimento che sta vendendo tutto) a chi ha venduto i suoi prodotti, considerando l’ampio spettro di utilizzo degli stessi nei filoni alimentari animali e umani? Le aziende che hanno acquistato dalla Wyeth e dalla Bioland, visto che si tratta, presumibilmente, di industrie di prodotti finiti da immettere direttamente sul mercato, a quali aziende (all’ingrosso e al dettaglio) hanno venduto a loro volta? Domande che –e’ bene ricordarlo- non riguardano luoghi lontani che difficilmente potrebbero avere relazione con noi, perche’ siamo nel mercato unico europeo, con la libera circolazione delle merci.
Queste domande le abbiamo girate ai ministeri italiani delle Politiche Agricole e della Salute, nonche’ agli uffici del commissario Ue David Byrne, che ci tutela per la salute e i consumi.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti