Giovedì 4 giugno 2026
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SCIOPERO DEI GIORNALISTI E GIORNALI IN EDICOLA

Comunicato ·
MA NE VALEVA LA PENA? CONSUMATORI SUDDITI E NON PROTAGONISTI?

Firenze, 21 Dicembre 2002. Lo sciopero di ieri dei giornalisti ha provocato, com'era prevedibile, l'assenza massiccia di quotidiani dalle edicole di oggi, con alcune eccezioni, perche' editori e giornalisti (parte) di questi giornali non hanno ritenuto opportuno aderirvi. Nonostante gli anatemi della Fnsi, il fatto che questi giornali siano in edicola e che, nell'ambito delle tv, il TG5 abbia deciso di non aderire a questo sciopero mandando ieri in onda le sue abituali edizioni, sono il segnale che viviamo in un Paese libero. E questo e' maggiormente importante in un settore, quello del giornalismo, dove la sindacalizzazione e' espressa in forma unica con la Fnsi: libera scelta dei giornalisti, ma non invisibile realta' di una assenza di dialettica e confronto che, in democrazia, si manifesta essenzialmente con la diversita' e pluralita', anche di organizzazioni.
Quello che a noi associazione di consumatori non e' andato giu', e' il fatto che il sindacato unico abbia voluto trasformare uno sciopero sindacale in sciopero politico (le dichiarazioni anti-governative GENERICHE del segretario della Fnsi sono macigni), dandogli anche una ricaduta politica calpestando i diritti dei consumatori dell'informazione: che bisogno c'era di fare uno sciopero di tutta la categoria? Forse questo o quell'altro editore non sarebbero stati penalizzati economicamente se lo sciopero non fosse stato contemporaneo per tutte le testate? E' evidente che sarebbe stato penalizzato. Da qui la valenza politica con la precisa intenzione di calpestare i diritti dei consumatori, non tanto per "cattiveria" nei confronti di questi, ma perche' nella onnipotenza sindacale della Fnsi il consumatore non e' un soggetto economico, ma un suddito, e come tale va trattato.
Stesso ragionamento che, pur da un punto di vista diverso, e' stato fatto da alcuni editori, quando hanno deciso di mandare in edicola dei giornali che possiamo definire, senza offendere alcuno, delle brutte copie di quel che viene proposto abitualmente.
Ci riferiamo in modo particolare a cio' che hanno trovato in edicola i lettori de La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno che, riuniti sono l'unica testata nazionale "Qn", sono usciti in edizione unica, con una spolverata di notizie sulle tre regioni in cui sono essenzialmente presenti (Toscana, Emilia Romagna e Lombardia) e una sfilza di inserti che, tutti insieme, abitualmente potrebbero essere proposti nell'arco delle edizioni di almeno una settimana. Insomma una sorta di "io ci sono", ma dicendolo sostanzialmente a se stesso. E' evidente che ognuno e' libero di pubblicare cio' che ritiene opportuno e quando lo ritiene piu' opportuno, ma altrettanta liberta' e' quella nostra di far notare di essere rimasti un po' a bocca asciutta: tu ci sarai anche stato, ma io non ti ho percepito! Sono io secondario per te?
Anche perche', per esempio, altri quotidiani che oggi sono stati in edicola, anche se si notava molto l'intercedere zoppicante dell'informazione (mancando gli oracoli delle agenzie italiane, la stampa italiana e' cio' che dimostra in questi casi), si prestavano meglio ad essere consumati da chi cercava notizie, fatti, storie, appuntamenti, riflessioni.
Per cui, ne valeva la pena? Ci auguriamo che ne sia valsa economicamente, e che gli introiti di oggi possano servire a confezionare sempre meglio il prodotto delle prossime edizioni. Perche' come prodotto complessivo da consumare, anche in questo caso, come in quello della considerazione sulla Fnsi, ci siamo sentiti un po' oggetti e non protagonisti.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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