SCIOPERO, LIBERTA' DI STAMPA E SINDACATO UNICO
LA FNSI AVREBBE VOLUTO ANCHE LO SCIOPERO DEI LETTORI?
Firenze, 16 Aprile 2002. Il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Paolo Serventi Longhi, intervenendo nella manifestazione sindacale di Napoli per lo sciopero contro il Governo, nella sua posizione ha evidenziato come grave il fatto che oggi in edicola ci fossero stati alcuni giornali, e che alcuni direttori, responsabili di atti antisindacali hanno dequalificato il prodotto giornale da loro firmato.
Una affermazione e una promessa di intervento che -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- detta dal segretario del sindacato unico che ha dato l'ordine di scioperare a tutti i suoi iscritti e non, la dice molto lunga sulla sua disinvoltura intellettuale.
Per quanto ci riguarda -consumatori- oggi siamo stati costretti a subire la violenza di chi, in nome dei suoi diritti, non ha trovato di meglio che calpestare quelli degli altri, nella fattispecie quello dell'informazione. Per cui oggi i consumatori non si sono potuti informare e non hanno potuto disporre di tutti quei servizi che abitualmente sono legati all'informazione. A noi non interessa se il motivo per cui il segretario della Fnsi ha deciso di scioperare sia giusto o meno: ognuno, individualmente ha le sue opinioni; ma sappiamo che la manifestazione delle opinioni di Serventi Longhi, oggi ha avuto luogo impedendo il diritto di altri. E stiamo parlando di informazione, cioe' il bene primario su cui ruota tutta la nostra organizzazione politica, sociale ed economica. Per cui sentire il nostro che tuona contro coloro che hanno ottemperato al loro diritto di lavorare e di informare, oltre che di dubbio gusto civile, ci pare una manifestazione di pensiero che riesce ad esser tale solo sopprimendo chi la pensa in modo diverso.
Tra l'altro anche noi dell'Aduc ieri (quando la stampa e i giornalisti per Longhi avrebbero dovuto incrociare le braccia) e oggi abbiamo lavorato, pubblicato i nostri due quotidiani tematici online (Usi&Consumi e Notiziario Droghe), preparato le edizioni dei prossimi numeri dei quindicinali tematici che editiamo sempre online. Tutto questo per continuare a dare un servizio che non si' e fermato per lo sciopero, perche' i consumatori hanno continuato ad avere i loro problemi e le loro difficolta' e hanno continuato a chiederci consulenza e a fruire di quelle informazioni che mettiamo loro a disposizione. Quindi anche noi ci siamo macchiati delle colpe che Longhi da' a chi oggi e' stato in edicola (che rispettiamo come coloro che hanno deciso di non esserci), anche in buona compagnia di alcuni quotidiani non italiani (come i tedeschi e i francesi, su cui il sicuramente europeista Longhi non ha detto nulla) che abbiamo acquistato in edicola, mentre non abbiamo potuto comprare quelli di lingua inglese, poiche', stampati in Italia, sono stati coinvolti nei blocchi dello sciopero, mentre le "edizioni madre" in Gran Bretagna e Usa uscivano regolarmente (ma forse per Longhi abbiamo commesso il delitto di averli comunque letti in Internet, violando quindi il suo ordine di sciopero della lettura).
Se queste -di Serventi Longhi- sono le mani in cui e' affidata la sindacalita' dell'editoria italiana, sara' bene che ognuno cominci a fare una riflessione, perche' non crediamo proprio che sia casuale la sua unicita', cosi' come non sono casuali gli omologhi sindacati unici del Laos, di Cuba, del Vietnam, della Cina o della Corea del Nord.
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