SITUAZIONE INFLAZIONE: ISTAT PINOCCHIO?
Firenze, 22 Luglio 2002. Stanno cominciando ad arrivare i primi dati campione dell’inflazione di luglio nelle citta’, e rispetto alla media nazionale del +2,2% si tratta di numeri quasi inchiodati rispetto al mese precedente, con diverse citta’ in cui l’aumento dei prezzi e’ stato identico, e altre in cui si oscilla mediamente dal +0,1 a +0,3.
Effetto euro? Sicuramente questo effetto c’e’ su chi fa i calcoli del tasso, che e’ nell’ambito di quello programmato, ma non crediamo che sia altrettanto per le tasche del consumatore, che spesso deve far fronte a prezzi anche del 50% in piu’ rispetto ad un anno fa.
Noi raccogliamo le voci della strada (che oggi vuol dire essenzialmente Internet), e sono una segnalazione continua di prezzi di generi anche di prima necessita’ che aumentano, spesso a livelli incredibili (come esempio per tutti valga il pomodoro, tipico prodotto di stagione di larghissimo consumo). E saremmo ben lieti che avessero un armonia con i dati ufficiali, perche’ vorrebbe dire che c’e’ informazione a sufficienza perche’ chi ci governa e chi fa le leggi agisca di conseguenza. Ma cosi’ non e’. Anzi. L’Istat fa sapere che le sue percentuali sono quelle giuste, e gli fanno eco i ministri economici. E noi ci rimettiamo a rileggere le varie lettere che continuano a giungerci, andiamo a fare la spesa, andiamo a comprarci un gelato (a proposito, a Firenze, i prezzi di quelli "sfusi" sono raddoppiati dall’anno scorso), paghiamo il canone obbligatorio del telefono, paghiamo le bollette dell’Enel, paghiamo il pedaggio autostradale, andiamo a cinema, andiamo in un ristorante o in un bar, facciamo riparare qualche elettrodomestico che ha dei problemi, cerchiamo una casa in affitto, prendiamo un treno (con tutti i supplementi obbligatori altrimenti restiamo a terra), noleggiamo un ombrellone, … insomma facciamo quello che abitualmente fanno quasi tutti gli italiani, e vediamo che il portafogli e il conto in banca ci si sgonfia con molta piu’ velocita’ di un anno fa e di un mese fa. E dovremmo stare tranquilli e sereni perche’ l’Istat ci dice che, invece, gli aumenti sono contenuti e sono nelle percentuali programmate?
Vorremmo credergli e percio’ da anni gli chiediamo di farci conoscere il paniere dei prodotti che vengono usati per definire il tasso di inflazione, ma ce ne viene sempre fornito uno incompleto con la scusa che sono cose troppo complicate per noi comuni mortali. Insomma ci si dice che dobbiamo credergli, punto e basta … e le tasche si vuotano ma gli stipendi rimangono inchiodati.
Quanto continuera’ questo giochino? Lo chiediamo al capo del Governo, perche’ ai ministri economici lo abbiamo gia’ chiesto e ci hanno detto che e’ tutto sotto controllo e che l’Istat e’ il fedele e bravo guardiano. Aspettiamo fiduciosi, contemporaneamente registrando un enorme "fai da te" dei consumatori nei rapporti con le istituzioni e con il Fisco, per cercare di riprendersi cio’ che intuiscono gli venga carpito, anche solo per il fatto che gli dicono cose che non hanno riscontro nella quotidianita’ di ognuno.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti