STAMINALI: IL MINISTRO DELLA SALUTE CONTRO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI RIETI
DI FRONTE AL NON-RISPETTO DELLA LIBERTA’ L'ADUC CHIEDE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI UNA VERIFICA SULL'OPERATO DI QUESTO MINISTRO
Firenze, 21 aprile 2002. Le dichiarazioni del ministro della Salute Girolamo Sirchia in merito al caso della signora di Rieti sono molto gravi -dice Grazia Galli, consulente scientifico dell'Aduc. A prescindere dalle considerazioni dell’utilita’ della terapia con le staminali nel caso specifico, sulle quali non riteniamo di dover essere noi ad intervenire, e' bene richiamare il ministro della Salute ai suoi compiti istituzionali, che non sono quelli di valutazioni di merito e consulti specialistici, ma garantire il diritto alla salute dei cittadini, cioe' operare perche' ognuno riceva adeguata e obiettiva informazione sui temi che riguardano la salute.
Purtroppo in materia gli italiani sono lasciati in condizione di pressoche’ totale analfabetismo, come ha constatato di recente l’Osservatorio di Pavia con una sua ricerca, e come apprendiamo dalle lettere dei cittadini disperati che si rivolgono alla nostra associazione.
Questa situazione, che certamente non e’ nuova, si e’ aggravata grazie all’operato del ministro Sirchia, che, sin dal primo giorno del suo insediamento ha anteposto la divulgazione delle sue personali convinzioni a quelle dei dati oggettivi che emergono dalle ricerche scientifiche fatte nel nostro ed in altri Paesi.
Le sue dichiarazioni sul caso della sentenza del Tribunale di Rieti sono solo l’ultimo esempio di questo andazzo, e, come se non bastasse, sono anche faziose. La coppia di Rieti non avrebbe chiesto altro che disporre delle cellule del cordone ombelicale del nascituro, assumendosi tutti i costi della loro conservazione e degli eventuali successivi passaggi affidati ad un’azienda privata. Una situazione in cui i costi a carico del Sistema Sanitario Nazionale sarebbero risibili, e certamente inferiori agli sprechi di cui il ministro si dovrebbe piuttosto preoccupare.
Se Sirchia intende ricorrere contro la sentenza del Tribunale di Rieti che sancisce l’illegittimita’ del decreto ministeriale che vieta di disporre liberamente delle cellule del cordone ombelicale, siccome queste cellule provengono dal corpo della signora che ne ha fatto richiesta e del suo bambino, altre sono le sedi competenti, non certamente le dichiarazioni rese ai giornali.
Di fronte a cio', purtroppo, chiediamo l'intervento del presidente del consiglio dei ministri, perche' verifichi se le funzioni del dicastero della Salute, svolte in questo modo, non siano un impedimento piuttosto che un aiuto al diritto alla salute e alla liberta' di cura.
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