Giovedì 4 giugno 2026
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TABACCO DOC E DIVIETO DI PUBBLICITA'

Comunicato ·
LA SCHIZOFRENIA ECONOMICA E COMMERCIALE DELL'UNIONE E DELLO STATO

Firenze, 5 Dicembre 2002. Il Parlamento Europeo ha adottato oggi un parere sulla proposta di modifica del Regolamento in materia di prodotti tutelati, votando a favore dell'inserimento dei derivati del tabacco nella lista dei prodotti ammissibili alla registrazione comunitaria come denominazione di origine (dop e igp).
E' quanto basta perche' la Coldiretti (giustamente dal suo punto di vista) esulti e cominci a pensare alla "denominazione di origine protetta" per il prodotto italiano che in questo momento va per la maggiora, il sigaro toscano (81% del consumo totale di sigari in Italia). Un prodotto che e' anche una delle punte strategiche della politica della Eti spa (la societa' per azioni di proprieta' dello Stato che ha ereditato l'ente pubblico, e che esercita in regime di monopolio la produzione e la distribuzione dei tabacchi), che ha chiuso l'ultimo esercizio di bilancio il 30/9/2001 con un utile ante imposte di 190 milioni di euro. Insomma un'azienda che, nel suo processo di diversificazione (nascono a grappolo varie societa' sotto il suo diretto controllo) tipico della cosiddetta liberalizzazione del mercato italiano, ha da guadagnare molto sulla valorizzazione e sul riconoscimento dei propri prodotti.
Ma stiamo parlando del sigaro, un prodotto che si fuma. Che proprio qualche giorno fa i ministri Ue della Sanita' (Italia in testa) hanno votato perche' ne fosse bandita ogni pubblicita' e sponsorizzazione. Che in un ambito di economia di mercato, se non costituiscono l'asse portante di una politica commerciale, significa che quest'ultima e' votata al suicidio.
C'e' qualcosa che non torna. O il voto per il bando della pubblicita' e' una finta per prendersi qualche medaglietta, oppure il processo di liberalizzazione in corso e' finto. Quest'ultimo se deve contare sul mercato e sulla concorrenza, ha bisogno della pubblicita'. Altrimenti ne puo' fare a meno in un regime di monopolio.
Ma, intanto che questo dubbio venga sciolto, il Parlamento europeo decide qualcosa che, in termini di mercato val bene sia in regime di concorrenza che in regime di monopolio: cioe' che un tabacco possa essere doc. Ma e' una decisione che non torna col fatto che i ministri della Sanita' abbiano detto che di tabacco non se ne deve parlare.
Sta per nascere un contrasto tra l'Esecutivo (i ministri della Sanita') e il Legislativo (il Parlamento Europeo)? Puo' darsi . e siamo qui per alimentarlo.
Ma sta di fatto che, comunque, siamo in presenza di una schizofrenia economica. A chi giova? Sicuramente non al consumatore che per essere tale ha bisogno di certezze e informazione, ma agli Stati nazionali e monopolisti che per essere tali si alimentano di incertezze e divieti, questa volta con l'imprimatur delle istituzioni comunitarie.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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