IL TRIBUNALE DI SIENA CONDANNA LO STORICO AMERICANO
IN ATTESA DEL RICORSO IN APPELLO, IL PROFESSORE SOSPENDE LA SUA ATTIVITA'
INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Firenze, 28 Gennaio 2002. Lunedi' scorso, 27 gennaio, il Tribunale di Siena, con rito abbreviato, ha condannato il professor Max Grossman ad una pena pecuniaria di 500 euro per i reati di diffamazione e abusivismo.
Si chiude cosi' il primo capitolo di questa brutta vicenda cominciata lo scorso 31 gennaio 2001, quando la presidente dell'associazione guide turistiche della Toscana per Siena e provincia denuncio' il professor Max Grossman, cittadino Usa residente a Siena, studioso presso la Columbia University di New York, che, degli studi e della storia della citta' toscana ne ha fatto pratica di vita. Il professor era accusato di diffamazione della categoria delle guide turistiche attraverso il sito Internet dove, in lingua inglese, presenta la sua attivita' di studi per far conoscere la storia di Siena nel mondo. Il giudice non ha tenuto conto del fatto che cio' che si riteneva diffamazione era solo frutto di una sbagliata traduzione dall'inglese della denunciate, ed ha perseguito cio' che tutti dicono e sanno, cioe' una considerazione del professore sul fatto che le spiegazioni delle guide sono affrettate e non approfondite.
La condanna riguarda anche l'abusivismo nell'ambito dell'attivita' di guida turistica. Il professore e' stato considerato colpevole di essersi soffermato con alcuni suoi studenti e colleghi di fronte ai monumenti della citta' di Siena, e di aver loro fornito delle spiegazioni storico-artistiche come supporto ai loro studi. Il giudice non ha considerato che la legge regionale della Toscana sul turismo, all'articolo 100, recita "alle attivita' didattiche svolte da esperti, anche con lezioni sui luoghi oggetti di studio, rivolte alle scuole ed istituti di ogni ordine e grado o svolte nell'ambito di corsi di formazione e iniziative a carattere seminariale" non si applicano le norme sulle guide turistiche. Cosi' come non ha tenuto conto che la Costituzione italiana, all'art.33, stabilisce che "l'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento".
Il professor Grossman, a conferma che si tratta di una battaglia di principio e di liberta', ha deciso di ricorrere in Appello non appena, fra 40/45 giorni, sara' resa nota la sentenza.
Ma nel frattempo, per rispetto della sentenza e non reiterare cio' che, allo stato, viene considerato un reato penale, dovra' sospendere la sua attivita' didattica (o comunque riconsiderarla in modo radicale e riduttivo), perche' non potra' supportarla con le spiegazioni dal vivo ai suoi studenti, a meno che non decida di avvalersi dei servizi di una guida turistica. Ma, senza far torto ad alcuno ... una cosa e' il turismo, un'altra lo studio. A maggior ragione se si considera che stiamo parlando di un componente della Columbia University, il cui dipartimento di storia dell'arte e' riconosciuto come il migliore centro studi di arte italiana del rinascimento al mondo.
La vicenda, non solo giudizialmente grazie al ricorso in Appello, non finisce qui. Perche' grazie
all'interrogazione al Parlamento Europeo che l'eurodeputato Gianfranco Dell'Alba sta presentando in questi giorni, nell'emiciclo di Strasburgo si dovra' considerare se questa vicenda mini la liberta' di circolazione delle persone, nonche' la liberta' di espressione, di parola e di didattica. Con il risvolto di impedire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico.
Intanto non possiamo non sottolineare che da oggi siamo tutti meno liberi: di parlare, di studiare, di conoscere, di confrontarci sulla nostra storia e sulla nostra arte. E proprio li' dove, una regione come la Toscana e una terra come quella di Siena, costituiscono uno dei migliori biglietti da visita dell'Italia nel mondo. Nonche' per il mondo che viene a conoscerla e capirla un po' oltre la fugace visita seguendo l'ombrellino in aria di una guida turistica.
Oggi la corporazione delle guide turistiche ha segnato un colpo a suo vantaggio, ma abbiamo la forte impressione che le spese di questa vittoria le paghiamo tutti e non solo il professor Grossman con la pena di 500 euro. Non solo per il fatto in se', ma come precedente che puo' inibire la crescita culturale, economica e di liberta'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Firenze, 28 Gennaio 2002. Lunedi' scorso, 27 gennaio, il Tribunale di Siena, con rito abbreviato, ha condannato il professor Max Grossman ad una pena pecuniaria di 500 euro per i reati di diffamazione e abusivismo.
Si chiude cosi' il primo capitolo di questa brutta vicenda cominciata lo scorso 31 gennaio 2001, quando la presidente dell'associazione guide turistiche della Toscana per Siena e provincia denuncio' il professor Max Grossman, cittadino Usa residente a Siena, studioso presso la Columbia University di New York, che, degli studi e della storia della citta' toscana ne ha fatto pratica di vita. Il professor era accusato di diffamazione della categoria delle guide turistiche attraverso il sito Internet dove, in lingua inglese, presenta la sua attivita' di studi per far conoscere la storia di Siena nel mondo. Il giudice non ha tenuto conto del fatto che cio' che si riteneva diffamazione era solo frutto di una sbagliata traduzione dall'inglese della denunciate, ed ha perseguito cio' che tutti dicono e sanno, cioe' una considerazione del professore sul fatto che le spiegazioni delle guide sono affrettate e non approfondite.
La condanna riguarda anche l'abusivismo nell'ambito dell'attivita' di guida turistica. Il professore e' stato considerato colpevole di essersi soffermato con alcuni suoi studenti e colleghi di fronte ai monumenti della citta' di Siena, e di aver loro fornito delle spiegazioni storico-artistiche come supporto ai loro studi. Il giudice non ha considerato che la legge regionale della Toscana sul turismo, all'articolo 100, recita "alle attivita' didattiche svolte da esperti, anche con lezioni sui luoghi oggetti di studio, rivolte alle scuole ed istituti di ogni ordine e grado o svolte nell'ambito di corsi di formazione e iniziative a carattere seminariale" non si applicano le norme sulle guide turistiche. Cosi' come non ha tenuto conto che la Costituzione italiana, all'art.33, stabilisce che "l'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento".
Il professor Grossman, a conferma che si tratta di una battaglia di principio e di liberta', ha deciso di ricorrere in Appello non appena, fra 40/45 giorni, sara' resa nota la sentenza.
Ma nel frattempo, per rispetto della sentenza e non reiterare cio' che, allo stato, viene considerato un reato penale, dovra' sospendere la sua attivita' didattica (o comunque riconsiderarla in modo radicale e riduttivo), perche' non potra' supportarla con le spiegazioni dal vivo ai suoi studenti, a meno che non decida di avvalersi dei servizi di una guida turistica. Ma, senza far torto ad alcuno ... una cosa e' il turismo, un'altra lo studio. A maggior ragione se si considera che stiamo parlando di un componente della Columbia University, il cui dipartimento di storia dell'arte e' riconosciuto come il migliore centro studi di arte italiana del rinascimento al mondo.
La vicenda, non solo giudizialmente grazie al ricorso in Appello, non finisce qui. Perche' grazie
all'interrogazione al Parlamento Europeo che l'eurodeputato Gianfranco Dell'Alba sta presentando in questi giorni, nell'emiciclo di Strasburgo si dovra' considerare se questa vicenda mini la liberta' di circolazione delle persone, nonche' la liberta' di espressione, di parola e di didattica. Con il risvolto di impedire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico.
Intanto non possiamo non sottolineare che da oggi siamo tutti meno liberi: di parlare, di studiare, di conoscere, di confrontarci sulla nostra storia e sulla nostra arte. E proprio li' dove, una regione come la Toscana e una terra come quella di Siena, costituiscono uno dei migliori biglietti da visita dell'Italia nel mondo. Nonche' per il mondo che viene a conoscerla e capirla un po' oltre la fugace visita seguendo l'ombrellino in aria di una guida turistica.
Oggi la corporazione delle guide turistiche ha segnato un colpo a suo vantaggio, ma abbiamo la forte impressione che le spese di questa vittoria le paghiamo tutti e non solo il professor Grossman con la pena di 500 euro. Non solo per il fatto in se', ma come precedente che puo' inibire la crescita culturale, economica e di liberta'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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