Venerdì 5 giugno 2026
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UE: ETICHETTE OLIO D’OLIVA

Comunicato ·
INIZIATIVA PARLAMENTARE DOPO LE SEGNALAZIONI DELL’ADUC

Firenze, 16 Ottobre 2002. Alcuni giorni fa abbiamo segnalato a tutti i parlamentari europei italiani l’assurda norma sulle etichette dell’olio d’oliva che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 novembre. In particolare la mancanza di obbligo nell’indicare l’origine del raccolto, l’obbligo a confezioni di massimo 5 litri e il divieto alla vendita del prodotto sfuso, nonche’ la possibilita’ di indicare "made in Italy" in confezioni che possono contenere solo tre quarti di prodotto italiano. Una normativa che quando e’ stata approvata (giugno 2002) ha registrato diverse voci contrarie tra gli addetti ai lavori (Coldiretti) e che in questi giorni ha visto anche la mobilitazione della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia).
A tre giorni dalla nostra richiesta d’intervento, nonostante l’urgenza, solo due eurodeputati su 87 si sono messi in contatto con noi, l’on.Enrico Ferri e l’on. Cristiana Muscardini, mentre ci e’ giunta notizia (attraverso la stampa) di un interessamento dell’on. Paolo Bartolozzi, e di un suo impegno a chiedere, per il momento, il rinvio di un anno di questa norma. Non ci aspettavamo una mobilitazione corale, ma quantomeno, visto che non stiamo parlando di un prodotto di nicchia, ma di uno degli elementi base della nostra alimentazione, nonche’ della nostra economia, forse una maggiore attenzione avrebbe giovato ad ognuno. Fidiamo e auspichiamo che ci sia un interessamento che, al momento, ci e’ solo sfuggito.
Ma chi si e’ fatto sentire, si e’ subito mobilitato. E’ il caso dell’on. Cristiana Muscardini, che proprio stamane ha presentato una proposta di risoluzione al Parlamento Europeo. Sottolineando come l’assenza di indicazione d’origine e la provenienza mista di un prodotto che potrebbe essere marcato anche come solo italiano, non favoriscono le scelte dei consumatori, nonche’ sicurezza e garanzia del prodotto, la proposta di risoluzione chiede alla Commissione di modificare l’art.3 e seguenti del regolamento 1019/2002.



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